Propaganda o realtà sull’autonomia differenziata? Il ministro Francesco Boccia primo ospite della Festa dell’Unità cittadina di Foggia è arrivato con un’ora abbondante di ritardo a causa dell’incontro con i governatori Zaia, Bonaccini, Fontana e De Luca oggi a Napoli. La sua idea di autonomia è anzitutto una lotta alle diseguaglianze.
Foggia ha bisogno di interventi prioritari rispetto a Bari, ha spiegato in esordio, vanno immessi meccanismi di perequazione anche all’interno dei territori. Nord e Sud. Rovigo non è come Padova.
In piazza Giordano il ministro insieme all’assessore regionale e leader del partito locale Raffaele Piemontese ha discusso di Sud e di Puglia. Il governo giallorosso sta iniziando ad occuparsi delle questioni nel merito.
Annunciati dai segretari Davide Emanuele e Lia Azzarone, che ha sottolineato “l’inadeguatezza del governo cittadino di Franco Landella“, i due politici hanno sottolineato la differenza tra il Conte uno e il Conte due.
“Non alimenterò mai nessun fuoco, che i fanatici dei sondaggi fanno crescere, ma ho sempre detto che con questa scelleratezza si è avuta la Brexit e il caos catalano. Non mettiamo l’Italia nella stessa situazione. Il progetto dell’autonomia differenziata della Lega è stato smontato nei fatti. Le richieste fatte erano uscite dal solco della Costituzione. Dobbiamo organizzare una autonomia che salvaguardi tutti, anche le regioni più indietro. La chiamo cornice unica, nella quale definiamo i livelli essenziali di servizio e assistenza. Asili nido, infrastrutture, scuola, sanità”, ha detto il Ministro.
“Se noi non garantiamo i livelli essenziali di tutto il Paese facciamo un qualcosa che avvantaggia un pezzo del Paese rispetto ad un altro. Serve un meccanismo perequativo. La dinamica del Sud è essenziale, perché se noi non temiamo conto che dal 2017 hanno lasciato il Sud 2 milioni di persone diventa complicato affrontare il futuro. La Puglia è la regione che spende più e meglio Fesr e FFE, abbiamo problemi su altri settori, ma la spesa dei fondi comunitari è certificata”, gli ha fatto eco l’assessore regionale.
Piemontese ha fatto gli esempi dei 73mila studenti universitari che hanno avuto borse e sussidi in questi anni, degli assegni di cura, del Red, dei Nidi, del microcredito.
Dal punto vedi vista più squisitamente politico Boccia si è augurato che il patto giallorosso possa riverberarsi anche nelle regioni. Puglia compresa.
Potrebbero esserci Primarie anche coi 5 Stelle? “Vedremo, spero nell’alleanza anche in Puglia, io sono stato sempre a favore. Ogni partito sceglierà al proprio interno la firma di selezione della propria classe dirigente”, ha rilevato il ministro Boccia a l’Immediato.