Nei giorni scorsi, nell’ambito dell’operazione ‘In Daunia venenum’, il Gip di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone e un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 9 milioni di euro. I provvedimenti sono stati decisi a fronte di reati, quali tangenti e traffico illegale di rifiuti, commessi da un’associazione che, in provincia di Foggia, era dedita al commercio di rifiuti, alla corruzione e al falso.
“Desidero esprimere la mia gratitudine e il mio apprezzamento – dichiara il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi – ai magistrati e a tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine intervenute, per l’efficacia dell’azione, la capacità di coordinamento e l’elevata professionalità dimostrate con pieno successo in un’indagine complessa”.
“Ringrazio tutti i partecipanti all’operazione – aggiunge Riccardi – per l’impegno profuso quotidianamente, al fine di garantire alla comunità della nostra provincia il sereno svolgimento della vita sociale, infondendo nei cittadini fiducia nelle istituzioni dello Stato”.
“Ad Agostino De Paolis, primo dirigente della Polizia di Stato di Manfredonia, desidero manifestare vivo apprezzamento per il prezioso contributo fornito all’operazione che ha stroncato il traffico dei rifiuti. Tale merito – chiosa il primo cittadino – rappresenta un ulteriore tassello al già prestigioso curriculum di De Paolis, tra i migliori investigatori in ambito provinciale, distintosi anche in precedenti importanti operazioni”.
Campo: “Subito bonifica”
Sull’inchiesta rifiuti è intervenuto anche il consigliere regionale di Manfredonia, Paolo Campo: “In Daunia venenum dimostra, per l’ennesima volta, quanto la gestione dello smaltimento dei rifiuti sia permeabile all’illegalità.
Dobbiamo essere grati alla magistratura e alle forze dell’ordine per il lavoro svolto a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, nonchè del buon nome delle istituzioni pubbliche infangato dalla presunta infedeltà e corruzione di tecnici regionali ed ex politici del disciolto PdL.
Volgendo lo sguardo al futuro, sarà prioritario attivarsi per la bonifica dei terreni inquinati dai rifiuti tossici, così da restituire i 70 ettari avvelenati alla loro vocazione naturale. E sarà altrettanto importante riflettere, ancora più approfonditamente che in passato, sulla chiusura del ciclo dei rifiuti.
A partire dalla produzione di compost. Abbiamo verificato, da ultimo proprio grazie all’inchiesta della DDA barese, quanto l’attuale meccanismo produttivo sia fallimentare sotto il profilo economico e sociale. Mi aspetto che l’Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti si faccia promotrice di un’indagine sulla fattibilità, tecnica e finanziaria, della filiera pubblica del compost, a garanzia della qualità del prodotto e della legalità del ciclo produttivo.
Lo sdegno manifestato unanimemente in questi giorni deve trasformarsi in forza propulsiva indirizzata alla soluzione strutturale di problemi che altrimenti – conclude Campo – continueranno ad avvelenare la nostra terra, le nostre istituzioni, le nostre vite”.

