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Home » Scandalo rifiuti tombati, “no all’impianto ex Safab a San Severo”

Scandalo rifiuti tombati, “no all’impianto ex Safab a San Severo”

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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“Quanto accaduto nelle ultime ore deve stimolarci a riflettere. Non vogliamo che la Capitanata diventi la nuova Terra dei Fuochi”. Lo dichiara Antonio Iannarelli, presidente del “Comitato civico contro il progetto per l’impianto di trattamento rifiuti di via Foggia” all’ex Safab di San Severo, in relazione alla vicenda “In Daunia venenum”.
“Ci aspettiamo una presa di posizione netta da parte di presidente di Regione e Provincia di Foggia. In ogni caso, questa vicenda non può non avere alcuna ripercussione sul progetto per la realizzazione di un impianto per il trattamento rifiuti di via Foggia. Non possiamo far finta che nulla sia successo. È arrivato il momento di azzerare il percorso istituzionale di quel progetto e far ripartire la riflessione sullo smaltimento dei rifiuti a San Severo”, conclude Iannarelli.

“Chi ha avvelenato i terreni e l’ambiente con lo sversamento di rifiuti merita pene severe. Non è tollerabile lucrare sulla salute di intere comunità”. Lo afferma Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, commentando gli esiti dell’indagine condotta dalla DDA di Bari “a cui rivolgo, unitamente alle Forze dell’Ordine impiegate sul campo, il mio ringraziamento per aver posto fine ad un’attività delittuosa perpetrata per anni”.

“La tutela dell’ambiente e della salute pubblica deve essere sempre una priorità per lo Stato – continua Bordo – specie in quelle aree già drammaticamente segnate dall’inquinamento. Se il processo lo dovesse confermare, sarebbe particolarmente grave il coinvolgimento in episodi di corruzione di un dirigente dell’ARPA Puglia, perché mina la credibilità di un’agenzia pubblica che lavora per il bene comune, e di politici che nel recente passato hanno avuto incarichi amministrativi, perché aggrava il senso di sfiducia nelle istituzioni. Attendiamo gli esiti ulteriori delle indagini – conclude Bordo – fiduciosi nel buon lavoro investigativo svolto da magistrati e forze dell’ordine”.

Tags: Antonio Iannarelliex safabMichele BordoSan Severovia Foggia
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