Maltrattamenti e lesioni sul figlio. Con queste accuse, il gip del tribunale di Foggia, su richiesta della procura, ha emesso un’ordinanza applicativa del divieto di avvicinamento nei confronti di due cittadini macedoni, fratello e sorella rispettivamente classe ’88 e ’92, in quanto ritenuti gravemente indiziati dei reati ai danni del figlio dell’uomo.
L’attività investigativa della squadra mobile ha permesso di ricostruire come i due cittadini macedoni, rispettivamente padre e zia del minore maltrattato, avessero sottoposto quest’ultimo ad un regime di vita intollerabile, sia sotto il profilo materiale che morale, con atti di grave trascuratezza e di sopraffazione, tali da alimentare nel minore un continuo stato di pressione e prostrazione psicologica. Il minore veniva anche trascurato nelle necessità quotidiane, senza che alcuno provvedesse alla cura e alla pulizia personale, omettendo intenzionalmente di provvedere alle cure della salute del minore, affetto da epilessia, senza che venissero forniti i farmaci necessari.
A tali già gravi condotte si aggiungevano episodi di violenza fisica, a volte anche con una cintura, con cui il padre del piccolo colpiva quest’ultimo ripetutamente. Gli episodi di violenza fisica raggiungevano nel gennaio 2019 il loro culmine, quando il cittadino macedone ha aggredito il minore con un paletto metallico causando la frattura scomposta dell’avambraccio destro e la frattura della rotula della gamba sinistra.
