“Non abbiamo ancora ottenuto giustizia. Adesso ci sentiamo un po’ soli nel combattere questa battaglia che, al momento, mi sembra sia stata dimenticata dal tempo”. Così Giuseppe Monopoli, papà di Donato, il giovane di Cerignola ucciso di botte da due coetanei foggiani (Michele Verderosa e Francesco Pio Stallone) nella discoteca “Le Stelle” del capoluogo dauno.
“Lo scorso anno, precisamente il 6 ottobre 2018, nostro figlio, in compagnia di altri tre amici, si è recato nella vicina Foggia per trascorrere una serata in un locale chiamato ‘Le Stelle’. Doveva essere una serata universitaria di divertimento e spensieratezza tra amici – ricorda l’uomo –, ma si è trasformata in un incubo perché nostro figlio è stato brutalmente picchiato da altri ragazzi. Immediata è stata la corsa presso l’ospedale di Foggia, da qui è stato comunicato il repentino trasferimento presso il nosocomio di San Giovanni Rotondo dove Donato ha subito due delicatissimi interventi alla testa”.
“Mio figlio è rimasto in terapia intensiva legato a dei tubi per sette lunghissimi mesi, durante i quali abbiamo vissuto momenti infernali dovuti ai suoi costanti cambiamenti e peggioramenti di salute, accompagnati da altri vitali interventi. Sette lunghi mesi ad aspettare e sperare in un miracolo, ma purtroppo è arrivato quel maledetto 8 maggio 2019, giorno in cui Donato ha deciso che era stanco di lottare per la sua vita. Noi ci crediamo e spero che Donato abbia la possibilità di avere l’unica cosa che ormai possiamo offrirgli – conclude -: la giustizia. Ora abbiamo bisogno di tutti voi”.
