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Home » Furto record in abitazione: 250mila euro. Poi il “cavallo di ritorno”, 4 arresti

Furto record in abitazione: 250mila euro. Poi il “cavallo di ritorno”, 4 arresti

Di Francesco Pesante
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Da sinistra, Raffaele Rendina, Michele Lombardi e Matteo Rendina
Antonio Serritelli

Un super furto in casa: 250mila euro tra contanti, titoli di credito e oggetti in oro. Poi la tecnica del “cavallo di ritorno” per convincere le vittime a pagare per ottenere la restituzione della merce sottratta. Sotto la direzione della Procura di Foggia, i carabinieri di San Giovanni Rotondo, supportati dai colleghi di San Marco in Lamis, dopo una complessa attività investigativa, hanno arrestato 4 persone. Si tratta di Matteo Rendina, 46 anni detto “il lupo”, Michele Lombardi, 57 anni, Raffaele Rendina, 26 anni, Antonio Serritelli, 24 anni. I primi due in carcere, gli altri ai domiciliari. Tutti di San Marco in Lamis. Dovranno rispondere di estorsione aggravata e ricettazione in concorso.

La conferenza stampa di stamattina

Vista la difficoltà di piazzare i monili in oro sul mercato, i banditi avevano pensato alla tecnica del “cavallo di ritorno”, contattando la coppia di coniugi e accordandosi sulle modalità dello scambio. I fatti risalgono alla fine del maggio 2016 quando, dopo una breve vacanza, le vittime rientrando in casa scoprirono il furto. Dopo la denuncia e un primo periodo di collaborazione, le vittime preferirono scendere a patti coi malviventi, tenendo all’oscuro di tutto le forze dell’ordine. Alla fine pattuirono il versamento di 23mila euro. Un compromesso consumato negli ultimi giorni del mese di luglio, con un’ulteriore beffa per la coppia di coniugi. Infatti, i due, dopo aver consegnato il compenso, seguendo le indicazioni dei loro estorsioni raggiunsero una località balneare del Gargano dove hanno una casa per le vacanze e proprio qui, all’interno del frigorifero, ritrovarono solamente una parte degli oggetti trafugati.

Nonostante tutto, i carabinieri attraverso attenti e discreti servizi di osservazione, controllo e pedinamento, eseguiti anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, acquisirono chiari e inequivocabili elementi a carico degli arrestati. Elementi poi raccolti e trasfusi nell’informativa di reato trasmessa alla Procura della Repubblica di Foggia che ha inoltrato la richiesta di misura cautelare al gip.

Tags: carabinieriMatteo RendinaSan Giovanni RotondoSan Marco in Lamis
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