Italo Magno, ex consigliere comunale d’opposizione, non ci sta e contrattacca. “Il riferimento alla mia persona fatto in un video su Facebook dall’ex vicesindaco di Manfredonia, Salvatore Zingariello, circa una mia ipotetica parentela con Carlo Magno, tenta di sminuire l’ottimo e proficuo lavoro svolto dalla Commissione di accertamento sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Manfredonia”.
Italo Magno poi precisa: “Non ho con Carlo Magno (reo confesso dell’omicidio Tucci, ora collaboratore di giustizia) alcun vincolo di parentela prossima; di lui non ho mai saputo l’esistenza e non l’ho mai incontrato; non so le sue fattezze neanche viste in fotografia, né ho mai con lui interloquito e neanche con i suoi familiari”.
L’ex consigliere comunale ha trovato “di pessimo gusto” essere “tirato in ballo” da Zingariello, “per semplice omonimia di cognome, per coprire le gravi carenze democratiche e di legalità espresse in tutti questi anni dall’amministrazione di cui egli ha fatto parte, come oggettivamente ed ampiamente dimostrato dagli atti, iscritti anche sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana”.
