Incongruenze nelle valutazioni dei rischi e responsabilità politica del sindaco. Con le carte in mano, i consiglieri Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura accusano l’amministrazione Landella di non aver gestito al meglio l’emergenza dell’incendio nella discarica abusiva di via Castelluccio. “Hanno parlato di possibile inquinamento delle indagini, ma qui gli unici che si possono inquinare sono i cittadini – hanno spiegato -. Bisogna dare risposte sulle particelle e altre sostanze potenzialmente dannose depositate sui terreni e respirate dai cittadini. Questo ci interessa. Il lavoro della magistratura non ci compete perché porterà all’accertamento delle modalità di deposito dei rifiuti (siano esse dettate da logiche criminali o altro) e la natura dell’incendio”.
Per i consiglieri, “l’episodio è una sentinella di allarme sul sospetto che il nostro territorio possa essere la nuova terra dei fuochi”. La proposta al sindaco, Franco Landella, è quella di “un’alleanza tra Comune e associazioni per il controllo del territorio”. Poi ci sono le incongruenze tra i rilievi dell’Arpa e le indicazioni dell’Asl di Foggia al Comune. Per tecnici dell’agenzia regionale, sono stati superati notevolmente i livelli di PM10 nel raggio di 1,5 chilometri, mentre gli uomini del Dipartimento di prevenzione hanno circoscritto il raggio a 400 metri. “È evidente che non c’è trasparenza su questo – commentano -, le popolazioni hanno il diritto di essere informate al meglio. Questo finora non è successo, anzi le comunicazioni degli entri preposti al controllo hanno suscitato solo qualche sorriso amaro”. Per di più, in tutti gli edifici di comune uso personale, familiare o di lavoro, ricadenti in un raggio di 100 metri è stato disposto l’allontanamento dei residenti.



