Verso la conclusione il processo per l’omicidio di Vasyl Yenatiuk: oggi davanti al GUP Dello Iacovo del Tribunale di Foggia ci sono state le richieste delle parti.
Il pubblico ministero Galli, dopo una lunga ed appassionata discussione, ha chiesto per l’imputato il 62enne Rosario Giuseppe Marano la pena a 20 anni di reclusione pr omicido e tentato omicidio della ex convivente e madre della vittima, con riconoscimento della parziale infermità mentale. Ripercorrendo tutta la storia clinica di Marano e contestando le conclusioni del perito nominato dal giudice, il prof. Roberto Catanesi di Bari, il pm ha sostenuto che l’omicida era si affetto da un grave disturbo psichiatrico conseguente all’abuso di alcol per tanti anni, ma comprendeva certamente quello che stava facendo nel momento in cui sparò contro il 34enne Vasyl Yenatiuk e contro la madre di quest’ultimo Marina Yenatiuk.
Il pubblico ministero ha chiesto anche l’applicazione del ricovero in una REMS (le strutture che hanno preso il posto degli ospedali psichiatrici giudiziari) quando la pena sarà scontata, sostenendo la pesante pericolosità di Marano, che potrebbe tornare ad uccidere.
Michele Sodrio, avvocato delle parti civili (madre, moglie con figlioletto di 8 anni e 4 fratelli della vittima) ha sostenuto le stesse ragioni del pm, facendo presente che Marano sparò certamente per uccidere, dato che la vittima fu colpita da due colpi alla testa e uno all’ascella destra, mentre la ex convivente fu a sua volta colpita alla spalla e al collo, rimanendo viva per miracolo. Sodrio ha chiesto un risarcimento dei danni per tutti i parenti e un anticipo immediatamente esecutivo. Il difensore, l’avvocato Rocco Mangino ha chiesto l’assoluzione, sostenendo che ha ragione il perito Catanesi nell’affermare che l’imputato quando ha ucciso era totalmente incapace di intendere e volere. Alla prossima udienza del 9 dicembre ci sarà la sentenza.
