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Home » Prove di emilianesimo in Capitanata. Di Gioia: “Destra sparita, tendo mano a Gentile”

Prove di emilianesimo in Capitanata. Di Gioia: “Destra sparita, tendo mano a Gentile”

Di Michele Iula
21 Febbraio 2018
in Politica
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Pluralismo, persone, comunità. Sono questi i tre termini ripetuti come un mantra da Leo Di Gioia per presentare la mappa dei civici alle prossime amministrative in provincia di Foggia. “Quando è possibile siamo con il Pd”, ha spiegato sottolineando il “pluralismo” apprezzato dal governatore Michele Emiliano, sempre pronto a sperimentare “aperture” fuori dal partito. Tende la mano all’europarlamentare Elena Gentile, che proprio nei giorni scorsi aveva contestato gli accordi con “esponenti del centrodestra”: “Faccio un appello all’ex assessore regionale – ha detto durante la conferenza stampa all’hotel Cicolella -, noi non siamo più bravi degli altri, ma in qualche occasione le abbiamo dato una mano. Per esempio quando bisognava chiudere gli ospedali e la delegata alla sanità doveva affrontare il nodo Lucera: con responsabilità amministrativa, siamo stati al suo fianco. Così come quando, mentre era distratta, abbiamo lavorato per l’aeroporto Gino Lisa. Se ci sono possibilità nuove, ora, soprattutto sull’agricoltura, siamo pronti a collaborare e a recepire possibilità nuove”.

“L’errante pellegrinaggio nell’arco costituzionale – ha commentato assieme a Rosario Cusmai -, scaturisce da una scelta libera e dalla forte consapevolezza dei nostri mezzi che ci ha permesso di arrivare in Regione e nei Comuni senza danti causa a cui dover rispondere. Ci interessano i temi, non i rapporti di forza all’interno dei partiti”. Le stoccate al Pd non mancano mai. Così come l’elogio delle “comunità interne del Gargano e dei Monti Dauni”, “finora trascurate da Bari”. “La nostra squadra ha anime eterogenee – hanno proseguito -, si va dall’agronomo Nicola Trombetta a Carpino (non ascrivibile ad alcun partito), all’ingegnere Antonio Del Priore di centrodestra”. Alcuni sono uomini che hanno un rapporto diretto con il governatore (Luigi Iamele a Celenza), altri sono figli del patto con Raffaele Piemontese (Pierluigi Caraglia ad Orsara di Puglia), altri ancora del “mancato accordo” con l’assessore regionale al Bilancio (Luigi Mazzamurro a Monte Sant’Angelo).

Sul Gargano si punta sull'”area vasta” dell’area nord, con le “sperimentazioni” di Ischitella e Rodi (Giuseppe D’Errico e Giovanna Amedei). “In questi comuni la campagna elettorale sarà cruenta, ma è proprio in queste città che si possono sperimentare le iniziative più interessanti, soprattutto in agricoltura. Qui si possono raccontare i territori con i prodotti della terra”. Il Parco del Gargano, tuttavia, “non dovrà essere d’ostacolo”. “Abbiamo fatto diversi tentativi di riunificazione della classe dirigente – hanno chiosato ancora -, ma in alcuni casi non è stato possibile arrivare ad una lista unica. Non abbiamo potuto fondere diverse esperienze, ci abbiamo provato fino alla fine a Monte dove non è stato intelligente  buttare a mare tutta l’esperienza precedente, segnata sì da un giudizio infamante, ma caratterizzata anche da tanta brava gente. Noi non siamo quelli che non danno le patenti, questo lo fa il tribunale. Il nostro compito è quello di non essere settari, ma inclusivi. Noi abbiamo autonomia di pensiero – ha concluso Di Gioia -. Quanto al centrodestra, in alcuni casi lo abbiamo inglobato, in molti altri praticamente ha dimostrato di non esistere affatto”.

Tags: civiciElena GentileFoggiaLeo Di GioiaMichele EmilianoRosario Cusmai
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