Si è concluso il processo d’appello al 22enne di Foggia, Ciro Gabriele Corvino, condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione (sconto di un anno rispetto alla sentenza di primo grado). Il giovane era imputato per aver investito e ucciso Luigia Campanaro, 25 anni, sua concittadina, morta nella drammatica notte del 20 novembre 2016 mentre si trovava con il fidanzato in via Gramsci. La ragazza era appena uscita da un locale e si stava recando verso l’auto parcheggiata poco distante quando Corvino, alla guida di una Opel Zafira, la travolse ferendo anche il ragazzo di Luigia.
Corvino fu arrestato e il 15 dicembre successivo ottenne i domiciliari dal Tdl; in seguito, a luglio 2017 tornò libero.
Il giovane fu inizialmente condannato a 3 anni e 6 mesi al termine del rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) e ora ecco lo sconto. Il suo avvocato eccepiva 7 motivi: dalla nullità del verdetto di primo grado all’esclusione dell’aggravante di essere fuggito dopo l’investimento, sul presupposto che Corvino non si fosse accorto d’aver investito i pedoni; dalla velocità di 59 chilometri orari al momento dell’investimento, quindi “solo” 9 chilometri in più del limnite consentito in una strada cittadina, allo stato di incensuratezza. Sino alla richiesta di riduzione di pena in virtù dell’attenuante del concorso di colpa, sostenuta dal difensore sulla scorta di quanto emerso dalla consulenza dell’accusa sull’attraversamento della strada da parte delle vittime.
Nel processo in corte d’appello a Bari, la difesa ha rinunciato a insistere su 6 dei 7 motivi d’appello, concordando con l’accusa sull’accoglimento dell’attenuante del concorso di colpa: da qui la riduzione della pena a 2 anni e 6 mesi.
Interrogato dal gip, Corvino disse d’aver notato un’auto ferma in doppia fila sul lato destro della carreggiata: la sorpassò ma perse il controllo dell’auto nel rientrare nella propria corsia an- dando a impattare con due auto parcheggiate; e aggiunse di non aver visto pedoni prima del sorpasso né di essersi reso conto di aver investito qualcuno.
