Segreto istruttorio sull’incendio della discarica in via Castelluccio a Foggia. Ancora ignote le cause del rogo e la tipologia dei rifiuti andati in fiamme. “Sono in corso indagini di polizia giudiziaria”, fanno sapere i carabinieri forestali. Bocche cucite, in buona sostanza, per una vicenda che sta preoccupando, non poco, i cittadini del capoluogo.
Nemmeno la pioggia ha domato l’incendio della discarica. Il lavoro dei vigili del fuoco, supportati dai canadair, continua senza sosta ma, come preannunciato ieri mattina, le operazioni sono alquanto complesse anche se nelle ultime ore si stanno intravedendo i primi risultati. Il rogo in località Coppa Montone ha provocato un odore acre, percepibile in varie zone della città. Interessato dalle fiamme un capannone dove sarebbero stati accatastati rifiuti provenienti dalla provincia di Caserta.
L’area era finita sotto sequestro ad aprile scorso grazie all’intervento dei carabinieri forestali. L’azienda agricola dove si trova la discarica è di proprietà di un imprenditore di Somma Vesuviana che la rilevò all’asta circa un anno fa. Ad aprile, però, ecco l’intervento dei forestali per la presenza di rifiuti di tipologia sconosciuta. Gli stessi rifiuti andati in fiamme ieri mattina per cause ancora da accertare. L’amministrazione comunale, in questa fase, come riferito a l’Immediato dall’assessore all’Ambiente, Francesco Morese, “non può esprimersi perché l’area è sottoposta a sequestro e ci sono delle indagini in corso”.
Morese ha sottolineato il concetto anche su Facebook: “Si precisa che l’area in cui si è sviluppato l’incendio è sottoposta a sequestro giudiziario. Spiace constatare che qualcuno non rispetta il lavoro di tante persone e di tutti gli enti, compreso il Comune, impegnati nelle fasi di spegnimento del rogo e nei vari accertamenti”.

