27 e 28 maggio parte a Foggia la campagna, con raccolta firme, “Ero straniero– L’umanità che fa bene” per superare la legge Bossi/Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione puntando su inclusione e lavoro.
L’iniziativa a livello nazionale è promossa da Radicali Italiani insieme a Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Cild, e con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di Sant’Egidio, Libera e tante associazioni locali. L’iniziativa è stata lanciata ufficialmente il 12 aprile in una conferenza stampa al Senato da Emma Bonino.
I dettagli e le proposte dei radicali sono state illustrate questa mattina a a Foggia, a Palazzo Dogana, da Antonio Russo, consigliere di Presidenza Nazionale Acli con delega all’Immigrazione, Norberto Guerriero, presidente dell’Associazione Radicale di Foggia “Mariateresa di Lascia”, Fabio Carbone, presidente Acli Foggia, Michele Capano, tesoriere radicali e Domenico Rizzi, presidente Arci.
Superare la legge Bossi-Fini per i radicali italiani significa partire dall’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per ricerca di occupazione attraverso attività d’intermediazione pubbliche e private tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri e dalla reintroduzione del sistema dello sponsor, e introdurre forme di regolarizzazione su base individuale degli stranieri irregolari, qualora sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un’attività lavorativa o di formazione, di legami familiari, sul modello spagnolo del “radicamento”.
“Riteniamo che i processi d’accoglienza debbano essere garantiti a tutte le persone che provano a giungere in Europa – ha detto Antonio Russo -. Inoltre riteniamo che di fronte alle vite che giungono da tirannie e paesi non democratici non si possano chiudere le frontiere e accettare che altre vite muoiano nel Mediterraneo”.
Introdurre canali legali e sicuri d’arrivo in Europa è uno dei temi principali che favoriscono la creazione di corridoi umanitari garantendo mobilità interna a quanti giungono nel territorio europeo e chiedono protezione: lo Stato membro competente va determinato tenendo conto innanzitutto delle esigenze familiari o umanitarie del richiedente asilo garantendo il rispetto del principio dell’unità familiare e delle clausole umanitarie del regolamento di Dublino.
Sono cinquantamila le firme di cittadini italiani da raccogliere in sei mesi per sottoporre la legge all’attenzione del Parlamento.



