I giudici si sono riservati. Bisognerà dunque aspettare per conoscere la decisione sulla richiesta di incandidabilità presentata dal Ministero dell’Interno per gli ex amministratori di Cerignola Franco Metta e Tommaso Bufano. Dopo lo scioglimento per mafia del Comune, il caso è sbarcato nel Tribunale di Foggia, presso l’aula 2 delle udienze civili, al primo piano del Palazzo di Giustizia.
Ricorrenti il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Foggia difesi dai legali dell’Avvocatura Distrettuale, Giuseppe Zuccaro e Carmine La Torre. L’ex sindaco Metta si è difeso strenuamente mentre non era presente l’ex assessore ai Lavori Pubblici. I giudici potrebbero “decidere di decidere” già in questi giorni oppure rimandare tutto a dopo l’estate alla luce del fatto che a luglio il Tar si esprimerà sulla legittimità del decreto di scioglimento per mafia impugnato da Metta&co. In caso di incandidabilità, i due politici potranno fare ricorso in appello e, infine, presso la Cassazione. Rischiano di dover rinunciare alla prossima tornata elettorale. (In alto, Metta in aula davanti ai giudici)
