Non ci stanno gli azzurri a subire supinamente la riforma Bonafede. Forza Italia 25 anni fa è nata avendo tra i propri valori fondanti il garantismo. Oggi tutti nel partito si battono contro la riforma sulla prescrizione. Dappertutto in Italia sono stati allestiti banchetti o organizzati convegni ed incontri.
Forzisti presenti a Foggia in piazza Giordano, presente anche il sindaco Franco Landella insieme alla cognata Michaela Di Donna e tutti i massimi dirigenti, a cominciare dai giovani Dario Iacovangelo e Pasquale Rignanese con Raffaele Di Mauro e Consalvo Di Pasqua. Con loro anche l’ex leghista Liliana Iadarola. Il tema è molto sentito: la riforma “Bonafede” prevede, come si sa, la sospensione della prescrizione; quell’istituto secondo il quale il reato si estingue una volta trascorso un certo lasso di tempo proporzionato alla gravità del reato stesso.
“I 5 stelle ci vogliono convincere che questa riforma serva per velocizzare i processi, quel che si avrà – invece – è l’effetto perfettamente contrario. Qualora dovesse essere approvata questa riforma – avverte l’avvocato Raffaele di Mauro, coordinatore provinciale di Forza Italia, i procedimenti avranno tempi biblici. La prescrizione è infatti un elemento acceleratorio, un pungolo per il sistema processuale. Bonafede vuole curare il male, ovvero la lentezza dei processi, con un male ancor maggiore rendendoli senza tempo e trasformando i cittadini in attesa di giustizia in eterni imputati” conclude il coordinatore azzurro. “La riforma Bonafede danneggia tutti – aggiunge il dottor Pasquale Rignanese, coordinatore cittadino di Forza Italia – dalla vittima e dalla collettività che hanno interesse a conoscere in tempi ragionevoli l’accertamento delle responsabilità; all’innocente già danneggiato dall’essere sottoposto ad un ingiusto processo e persino al colpevole che ha diritto nel veder definita in breve la sua vicenda, scontando la sanzione per poi reinserirsi nella società”.

“Oggi abbiamo manifestato contro la riforma Bonafede che vede annullare la prescrizione- ha rimarcato a l’Immediato Dario Iacovangelo-Ad un male si vuole rispondere con un male peggiore. La riforma è un pasticcio di Pd e 5 Stelle e noi abbiamo presentato l’abrogazione di tale riforma. Un soggetto colpevole è giusto che sappia quale sia in via definitiva la sua condizione penale. Immaginiamo che un innocente venga scagionato in primo grado, ma deve comunque sottostare all’appello e alla cassazione e non sapere mai liberarsi da tale pena. La stessa cosa vale per il colpevole, è giusto che si sappia la sua condanna in tempi ragionevoli. A pagare le conseguenze sono tutti i cittadini. Bisognerebbe rafforzare le aule dei Tribunali, aprirne altri, garantire la prescrizione o far pagare chi allunga i processi”.