L’amicizia è una cosa meravigliosa. Parte da una favola il calendario promosso dal Comune di Foggia, in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. “I disegni di questo calendario devono far riflettere, bisogna estirpare la mala-erba che questa città conosce bene. Dietro gli atti di bullismo si annida una cultura familiare che dobbiamo attenzionare – ha detto il sindaco Franco Landella -. L’amministrazione comunale ha sposato il progetto perché crediamo che attraverso il sostegno sociale possiamo recuperare quei ragazzi. Oggi dobbiamo mettere in campo azioni di prevenzione e di recupero. Non dobbiamo solo sanzionare, ma capire il loro contesto sociale e aiutarli. Ognuno di noi è chiamato a fare il proprio”.
Il calendario verrà distribuito in tutte le scuole elementari e medie di Foggia. Si tratta di una serie di stili di comportamento raccolti in un manifesto guida per bambini e ragazzi. “I protagonisti delle fiabe sono nemici che però lasciano spazio ad un lieto fine quasi inaspettato”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani.
“L’amicizia è l’altra faccia del bullismo e il modo migliore per parlarne ai bambini è farlo attraverso i disegni e le favole. Le ho scelte a mio piacimento, per far arrivare messaggi forti: Alice e il Cappellaio Matto, lo Squalo e il piccolo Nemo, capitan Uncino e Peter Pan, Pinocchio e Mangiafuoco, Cappuccetto Rosso e molte altre”, ha spiegato l’artista Daniela D’Elia.
I dati sul cyberbullismo diffusi dall’Istat e relativi al 2019, parlano di un 85.7% dei ragazzi tra 11 e 17 anni di età che quotidianamente utilizzano il cellulare: una percentuale in crescita per i fenomeni di cyberbullismo, che sono sempre più frequenti. Il 22.2% di tutte le vittime di bullismo, infatti, è stato colpito da questa particolare forma di violenza. Una violenza molto più insidiosa di quella fisica, perché anche se distante, espone la vittima in maniera molto più diretta e capillare al giudizio degli altri, compresi gli sconosciuti, minandone la reputazione e l’autostima.
“Si tratta di una adesione manifesto delle parole ostili, una community alla quale hanno aderito diversi comuni italiani”, ha sottolinea Carlo Dicesare, responsabili ai servizi sociali. “Il bullismo ha radici profonde, nasce da una povertà economica che si ripercuote sulla povertà educativa – ha detto l’assessore alla Pubblica Istruzione Claudia Lioia -. Stiamo lavorando con progetti importanti nei quartieri Cep e Candelaro. I ragazzi devono scoprire il valore della differenza”.