C’è soddisfazione da più parti tra le forze politiche per l’indagine che ha colpito la famiglia Montagano. Già da tempo il famigerato impianto in Contrada Ripatetta non era più destinatario di alcun rifiuto, nessun Comune conferiva a Lucera. In Ager, il commissario Gianfranco Grandaliano ha scelto per ora il silenzio, ma è ovvio che la grossa inchiesta legittimi la scelta della Regione Puglia di strutturare impianti di smaltimento solo pubblici. C’è chi si chiede se i Comuni, e non soltanto quelli i cui terreni sono stati riempiti di monnezza, possano chiedere i danni alla Bioecoagrim poi diventata Maya Rigenera per aver inquinato il territorio e per non aver smaltito la frazione umida così come andava fatto. Non è escluso che anche le associazioni di categoria agricole possano rivalersi contro l’azienda per danni d’immagine all’agricoltura bio di Capitanata.
“Da due anni non conferivamo a Lucera, i flussi non li decide l’Amiu, ma l’Ager. Portiamo tutto a Cerignola”, spiega a l’Immediato l’assessore all’Ambiente Matteo De Martino.
5 anni fa era stato il Movimento 5 Stelle a sollevare il caso di alcuni terreni pieni di plastiche ad Apricena. Quel dossier finì nelle mani dell’allora capo politico Luigi Di Maio. Oggi, alla luce delle risultanze e dei video in cui si sversano rifiuti indifferenziati, fa discutere la realizzazione dell’impianto privato della ex Sagedil. Nazario Tricarico da San Severo è critico.
“Avevo parlato di “guerra del compost” non a caso. Avevo espresso già un anno fa che c’erano impianti che rifiutavano la frazione umida di San Severo perché piena di impurità e altri impianti che invece prendevano tutto. Sapete quanto è costato al nostro Comune smaltire umido impuro per anni? Una cifra incalcolabile, credo un 30% 40% in più. Ferme restando tutte le garanzie possibili fino al terzo grado di giudizio, la riflessione che vorrei fare è politica. Quando abbiamo iniziato a conferire a Lucera? Per quale motivo? Qualcuno dell’Amministrazione di allora, prima di mandare la nostra frazione umida per un periodo di prova, si è preoccupato di verificare che fine facessero i rifiuti? Gli stessi che oggi fanno le pulci al nuovo impianto di San Severo, sette anni fa dormivano? Lucera poteva soffocare nella puzza o essere sommersa da finto compost? Tutte domande che spero vengano poste presto per tracciare una linea precisa che collega la parte politica ai privati. Sono stato il primo a scrivere a tutta la filiera istituzionale, suggerendo anche il principio di precauzione nella autorizzazione del nuovo impianto. Ma a differenza di qualcun altro non cambio opinione in base al comune in cui questo impianto si realizza. Tanto a San Severo, tanto a Lucera, da Sagedil a Montagano la nostra battaglia non ha conosciuto forme di strabismo politico. Voglio capire tutte le dinamiche dei soggetti coinvolti direttamente o indirettamente in questa guerra del compost”, è stato il suo commento nella chat che riunisce gli amministratori antimafia.
Al centro del dibattito c’è anche la tariffa del compostaggio, che al Nord non supera mai gli 80 euro a tonnellata, mentre al Sud può arrivare a costare anche più di 200 euro.
“Al prefetto va ribadito il no di San Severo all’impianto, chiediamo alla Regione come abbiamo già fatto in consiglio comunale che siamo contro questa autorizzazione, spiegando le motivazioni e allo stesso tempo di rivedere quell’autorizzazione, di individuare un piano pubblico per la provincia di Foggia condiviso con le popolazioni” rileva Dino Marino, contrario all’impianto sulla statale 16.
