In fila per farsi vidimare l’autodichiarazione. Niente di più sbagliato. Numerosi cittadini si sono recati in alcuni comandi dei carabinieri della provincia di Foggia sperando di ottenere il timbro sul documento ministeriale redatto per l’emergenza da coronavirus.
Ci segnalano anche una settantina di persone in un comando carabinieri in Capitanata, tutte speranzose di ottenere il “lascia passare” dei militari per potersi muovere tra una città e l’altra: chi per comprovate esigenze lavorative, chi per situazione di necessità, chi per motivi di salute e chi per rientrare nel proprio domicilio, abitazione o residenza.
In realtà l’autocertificazione va compilata e mostrata, all’atto del controllo, all’operatore di polizia che sul momento procederà a firmarla.
Il ministro degli Interni Luciana Lamorgese – riporta il Sole 24 Ore – ha scritto in una direttiva ai prefetti che “i controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti”.
Su autostrade e viabilità principale, gli agenti della polizia stradale potranno fermare le vetture e controllare i moduli. Lo stesso potrà essere fatto da Arma dei Carabinieri e Polizia municipale sulla viabilità ordinaria.
Nelle stazioni ferroviarie saranno attuati gli stessi controlli sui passeggeri, acquisendo le autodichiarazioni dei viaggiatori. In aggiunta la polizia ferroviaria, in collaborazione con personale delle ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, si occuperà della canalizzazione dei passeggeri in ingresso ed uscita, operando ‘verifiche speditive’ (rapide) sullo stato di salute dei viaggiatori.
Negli aeroporti, i passeggeri in partenza dovranno esibire la certificazione insieme ai documenti di viaggio. Quelli in arrivo dovranno motivare lo scopo del viaggio in fase di ingresso.
Il foglio deve essere già stampato o viene fornito dagli agenti?
Secondo la direttiva già citata, l’autodichiarazione può essere “resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia”. Ora il governo ha chiarito che saranno le forze di polizia a fornirlo ai cittadini.
Sì, ma come si fa a capire se un’autodichiarazione è vera?
Sempre a quanto si legge nella direttiva Lamorgese, “la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli“. In altre parole, le autorità potranno verificare se quello che era stato loro comunicato corrispondeva davvero a una delle quattro casistiche previste dal modulo. In caso di violazione si incorre nel reato previsto dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro ), a meno che il proprio comportamento «possa configurare un’ipotesi più grave”.

