Arriva il nuovo piano pugliese per l’emergenza Coronavirus presentato in videoconferenza dal governatore Michele Emiliano. Aumentano i posti letto di 1500 unità e vengono potenziati gli “ospedali Covid” (a Foggia c’è il Policlinico). Alcune strutture riconvertiti con il piano di rientro come Vieste, Torremaggiore, Sannicandro Garganico e Vico del Gargano. Saranno dedicati alla post acuzie, atteso che i pazienti guariti possono continuare ad avere il virus attivo ed essere, dunque, potenzialmente contagiosi.
Lo scenario peggiore sul quale è stata calibrata la nuova rete prevede 2mila nuovi casi, ma gli esperti della regione sperano in una variazione negativa della curva già dalla metà della settimana. Stando ai numeri forniti questa mattina, le province più colpite sono quelle di Foggia e Brindisi. La Capitanata è seconda solo a Bari con 62 casi (il capoluogo di regione ne ha solo uno in più nonostante sia più grande). In rapporto, il Tavoliere fa registrare il secondo tasso più alto, leggermente inferiore a Brindisi.
Dai dati raccolti, ad essere maggiormente colpiti sono gli uomini, e la fascia media d’età è di 59 anni. Attualmente in Puglia sono stati registrati 18 decessi e, ad oggi, ci sono 34 persone in terapia intensiva. Diffuso anche il dato dei positivi di ieri, 15 marzo, in provincia di Foggia: si tratta di 12 persone. Per motivi tecnici il dato non era stato fornito dalla Regione.
Emiliano: “Sospese tutte le attività non urgenti”
“Non abbiamo un numero sufficiente di dispositivi di protezione per tutti i medici – ha spiegato il governatore, Michele Emiliano -, l’indirizzo nei loro confronti è di limitare le visite a tutti i costi. C’è una vera e propria battaglia in corso per salvaguardare il personale sanitario ed evitare che gli ospedali si intasino per l’elevato numero contagi. I medici devono auto preservarsi. Ci sono molti medici imparentati e c’è una forte interconnessione tra diversi ospedali e tra ciascun medico ogni giorno. Bisogna tenere anche a casa tutto il personale che non deve infettarsi in corsia. Per questo sono state sospese tutte le attività non urgenti della sanità pugliese, sia ospedaliere che territoriali. Certo ci sarà qualche disagio per la popolazione. È importante sapere che in ospedale si entra solo con 118, non personalmente, ma dopo aver seguito il parere dei medici di medicina generale”.
Gli ospedali principali avranno due “anime”, una destinata al Covid e una alle attività ordinarie. Si stanno mettendo su terapie intensive che hanno una separazione fisica con le altre unità. Interi padiglioni degli ospedali , che solitamente svolgono altre attività, sono stati “riconvertiti”. Sono stati creati protocolli rigidissimi all’accesso. L’altro indirizzo della Regione è quello di “concentrare” – e non moltiplicare – gli ospedali dedicati al Covid, per evitare l’attivazione di catene di contagio e per migliorare l’esperienza del personale. Al momento, il numero di posti letto è aumentato di 1500 nella regione, con circa 500 dedicati alle post acuzie.
“La battaglia fondamentale in questo momento – ha sottolineato il direttore del dipartimento Salute Montanaro – è quella della dotazione tecnologica. Abbiamo bisogno di ventilatori che dovranno esserci forniti dalla Protezione civile e di dispositivi di sicurezza, ma abbiamo già attivato procedure autonome per cercare di coprire il fabbisogno crescente”. Attualmente in Puglia ci sono 32 terapie intensive (5 in più rispetto alla normativa) e gli ospedali di punta si stanno già attrezzando per un eventuale livello di allerta superiore.
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