Zeppole della discordia a Foggia. Pasticceri contro fornai e non è un format televisivo. Tra le tante anomalie del decreto contro il contagio da Coronavirus c’è la gestione dei dolci. Le pasticcerie come i bar sono chiuse per decreto, ma la domanda è: possono attuare un servizio a domicilio? Possono consegnare le zeppole e altre leccornie? Il decreto dà questa possibilità, anche se alcuni sindaci, tra cui Francesco Miglio di San Severo, hanno implorato pizzerie e pasticcerie a non farlo autonomamente ma ad affidarsi a un servizio centralizzato, per contenere il numero delle persone in giro a lavoro. La ratio della norma è creare meno motivi per uscire.
Luciano Delli Carri del Bar Pasticceria Prestige di Foggia ha stigmatizzato il comportamento dei fornai, che oggi hanno tutti venduto zeppole. E si è rivolto sia al sindaco Franco Landella sia all’assessore al ramo Sonia Ruscillo.
“Il decreto prevede che le pasticcerie devono restare chiuse, perché non sono un bene di prima necessità, ancora il Ministero ha emanato una circolare per chiarire che tutti i forni devono vendere solo pane, taralli, pizzelle, quindi non possono vendere pasticceria, pizza e tutto il resto. Tanti sindaci della provincia invitavano a rispettare il decreto nei loro video, dicendo che avrebbero avuto pugno duro per chi vuole fare il furbo. A Foggia come sempre ci sono i cosiddetti furbi, che ne approfittano della situazione e stanno facendo ‘l’America’. Chi deve far rispettare le regole?”, ha scritto Delli Carri al sindaco.
A l’Immediato il pasticcere è netto: “C’è l’inosservanza del punto 2 art.1 DPCM 11 marzo 2020 che lascia invariata l’apertura dei panifici ma solo per la vendita al pubblico dei prodotti diversi da quelli di pasticceria e gelateria. Con sommo rammarico, in data odierna ho constatato personalmente che all’interno dei panifici foggiani avveniva in maniera indisturbata la vendita di tutti i prodotti di pasticceria, in primis zeppole. Mi chiedo ma Foggia è una repubblica indipendente? I decreti non valgono in questa città? O almeno solo per pochi? Ossia solo per noi bar e pasticcerie chiuse. Sfogliando altri notiziari di altre città come Molfetta, San Severo, Lucera, Caserta, etc. ho notato che tale articolo in forza a codesto Decreto è stato applicato alla regola. Personalmente sono deluso di quanto sta accadendo in questi giorni nella nostra città alle attività del mio settore. Se la pasticceria è stata giudicata come bene non necessario nessuno la deve fare, altrimenti anche io posso aprire solo lo spazio pasticceria, facendo una persona per volta”.
Delli Carri ha rivolto il suo messaggio di sdegno anche ai consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. “Oggi anche il più piccolo forno vendeva zeppole. Che tutti rispettino il decreto, altrimenti anch’io aprirò il mio angolo pasticceria”.
