Luigi Maiorano di Castelnuovo è un padre disperato. Il suo bambino di 6 anni affetto da autismo, senza i corsi e senza l’ausilio delle strutture, sta cominciando a regredire nei suoi comportamenti. A casa, per il distanziamento sociale, è triste e ha ripreso a bagnare il letto di notte.
Suo padre ha telefonato al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per conoscere come mai si è in ritardo quest’anno con l’assegno di cura. “Ogni anno si fa la domanda, ma il bando non è ancora uscito, non l’hanno fatto, ho chiamato Emiliano e mi ha detto che gli uffici sono tutti chiusi. La domanda non è stata fatta, ma a noi hanno detto che i soldi sono finiti. Con 515 euro di pensioncina per il bambino non riusciamo a far fronte alle sue necessità. Mio figlio la notte ha gli incubi, non faceva la pipì nel letto da anni. Adesso è interrotto tutto il servizio Aba, che mio figlio faceva a Foggia. Purtroppo con l’autismo il piccolo ritorna indietro. Mi sono trasferito dalla Calabria per aiutarlo, ma non ci sostiene nessuno, i Comuni non hanno misure pensate per la disabilità. Questi poveri bambini, senza l’impegno dei genitori sarebbero soli”, spiega Luigi a l’Immediato.
A tal proposito il signor Maiorano sente di dover ringraziare la ditta per la quale lavora, la Favellato di Isernia. “L’impresa mi sta facendo lavorare, se non era per Favellato, che ci ha messo ora in Cig, oggi non avrei come sfamare mio figlio, come aiutarlo per accompagnarlo nelle cure. Hanno bloccato tutto, con bimbi affetti da queste patologie tutto è più difficile, molte persone ci accusano dicendo che noi sfruttiamo la disabilità, ma non sanno cosa significhi stare con loro, accudirli e far sì che la loro genialità venga fuori. Come pensano di rimborsarci i costi del corso Aba?”.
Sono tanti gli interrogativi del signor Maiorano. Sulla questione assegni di cura è intervenuto anche l’avvocato foggiano Joseph Splendido, che ha rimarcato: “In questo momento così difficile per il Paese, molte famiglie con bambini diversamente abili, tra cui gli autistici, stanno vivendo un dramma nel dramma. Con le strutture chiuse per le misure anti contagio da Covid-19, non solo non sono garantite le terapie necessarie nella sanità pubblica, ma la Regione Puglia, che ha chiuso molti uffici, ancora non permette alle famiglie di fare domanda per l’erogazione degli assegni di cura su base annuale. Tanti bambini si trovano oggi nella condizione di non poter avere il trattamento ABA, fondamentale per ridurre il disturbo autistico. Tanti genitori oggi si trovano in una doppia condizione critica: senza liquidità e senza sostegno per accudire i propri figli autistici, che in molti casi regrediscono in uno stato d’ansia e di angoscia. Ricevere l’assegno di cura in tempi rapidi è un diritto di chi vive quotidianamente la disabilità. È vero che Michele Emiliano, nel doppio ruolo di presidente di Regione e assessore alla Sanità, è travolto dall’emergenza Coronavirus, ma il sistema va trattenuto e garantito in ogni suo servizio essenziale per la collettività”.
Il dirigente regionale della Lega Salvini Premier e responsabile regionale del tesseramento ha anche espresso altri concetti legati alla sanità nella sua nota. “Un altro tema è quello dei soggetti che hanno bisogno di un piano terapeutico – prosegue il legale salviniano -. Purtroppo non esistono solo i malati di Coronavirus, per molti pazienti, con piani terapeutici scaduti, che hanno la necessità di rinnovarlo, non ci sono risposte in questi giorni. Non ci sono indicazioni per le persone più fragili, che rischiano di morire senza piano terapeutico”.
“Infine i DPI – conclude l’avvocato Splendido – mi giungono informazioni di situazioni inaccettabili in provincia di Foggia. I volontari del 118, la nostra prima linea per fronteggiare la malattia e il contagio, sono del tutto privi di dispositivi di protezione individuale, stanno lavorando in piena emergenza rischiando la propria vita e quella dei loro parenti e congiunti. Vanno assolutamente stabilizzati tutti gli operatori sanitari precari in questo momento di crisi, anche come forma di gratitudine, riconoscenza e mea culpa rispetto ad una sanità pubblica che è stata oggetto solo di tagli nelle ultime decadi. Il medico di Torremaggiore morto di Covid-19 in trincea e senza DPI ne è un esempio: abbiamo un Governo che ragiona solo per spot, ma che non dà seguito ai decreti con azioni concrete e con l’approvvigionamento di mascherine, tute protettive, guanti e gel disinfettante. Tutte le categorie di lavoratori sono a forte rischio”.
