Francesco Scirpoli e Pietro La Torre erano insieme al momento dell’arresto, avvenuto in una cava di Apricena, grazie ad un blitz fulmineo della squadra mobile. Con loro anche il sanseverese Angelo Bonsanto, evaso insieme a Scirpoli lo scorso 9 marzo dal carcere di Foggia. L’attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.
I due malavitosi garganici, ritenuti appartenenti allo stesso gruppo criminale, il clan Lombardi-Ricucci-La Torre, non hanno avuto scampo. Il mattinatese Scirpoli alias “Il lungo” era fuggito durante la clamorosa rivolta nel penitenziario dauno. Il manfredoniano La Torre detto “U’ Muntaner” era invece ricercato da oltre un anno: deve scontare una condanna a due anni e otto mesi per reati contro il patrimonio.
Si trovavano ad Apricena, dunque, uno dei fortini della mafia garganica. Anche la famigerata “strage di San Marco” del 9 agosto 2017 si consumò in territorio apricenese ma fu subito ribattezzata in altro modo perché consumatasi nei pressi della vecchia stazione sammarchese. In quell’area, come riportato da l’Immediato a più riprese, Scirpoli e La Torre godrebbero di una serie di agganci. Uomini fidati che avrebbero favorito la loro latitanza.
Sorpresa nella sorpresa, nel corso del blitz la polizia ha fermato anche Raffaele detto Lele Russo, Antonio Renzulli e soprattutto, Michele Lombardi, finora una sorta di fantasma nel mondo della criminalità garganica. Citato nella relazione di scioglimento per mafia del Comune di Manfredonia, Lombardi sarebbe una sorta di “ras” nel mondo della marineria sipontina stando a quanto ricostruito dal prefetto di Foggia, Raffaele Grassi. È inoltre figlio del boss Matteo Lombardi, alias “A’ Carpnese”, quest’ultimo detenuto a Voghera con l’accusa di aver ucciso Giuseppe Silvestri, membro del clan rivale Li Bergolis-Miucci.
Michele Lombardi sarebbe “U’ Cumparill”, comparso in un’intercettazione dell’inchiesta sulla strage di San Marco in Lamis. In esclusiva, mesi fa, l’Immediato svelò l’errore dei carabinieri nelle trascrizioni: captando una conversazione con protagonisti Lombardi junior e Pasquale Ricucci detto “Fic secc” (ucciso a novembre 2011), i militari incapparono in uno scambio di persona, tirando in ballo altri soggetti. Ma una perizia chiarì la faccenda, attribuendo quel “Cumparill” ad una persona molto più giovane di chi era stato inserito nelle trascrizioni iniziali. Quella persona sarebbe appunto Michele Lombardi, “erede” del clan omonimo rimasto orfano del “compare” Ricucci e al momento depotenziato dalla carcerazione di papà Matteo. La posizione del giovane e degli altri è ora al vaglio di chi indaga.
Gli assetti criminali confermati dal blitz
Scirpoli, La Torre, Bonsanto, Lombardi: personaggi più volte collegati tra loro nel corso delle varie inchieste de l’Immediato che ora trovano conferma ulteriore nel blitz di polizia e DDA. Confermati gli assetti criminali che da tempo vedono il gruppo Lombardi-Ricucci-La Torre legato ai foggiani Moretti-Pellegrino-Lanza. Dall’altra parte i montanari Li Bergolis-Miucci ritenuti dagli inquirenti storicamente vicini ai Sinesi-Francavilla del capoluogo dauno.
Gli interrogativi
In attesa di conoscere maggiori dettagli sulla cattura dei latitanti, un interrogativo sorge spontaneo: come ha fatto Scirpoli a trovare un latitante (La Torre) che nessuna forza di polizia riusciva a rintracciare da oltre un anno? Forse grazie a “colleghi di rapina” della zona tra Apricena e San Marco? E come hanno fatto i latitanti mattinatesi vicini a Scirpoli ad ottenere tutti i supporti, compresa l’assistenza legale, dopo l’evasione del 9 marzo? Una serie di dinamiche “sotto traccia” che saranno approfondite già nelle prossime ore dagli inquirenti.