Il presidente Michele Emiliano ha partecipato oggi alla manifestazione “Un 25 aprile per la legalità”, fortemente voluta dalla Regione Puglia e dal Comune di San Severo per sostenere il territorio contro ogni forma di criminalità attraverso lo spettacolo. Nel giorno in cui in Italia si celebra la liberazione dal nazifascismo, da un’idea di Michele Placido, con il Teatro Pubblico Pugliese, dalla Piazza Municipio di San Severo un pomeriggio per la legalità in compagnia di grandi artisti in collaborazione con Goldenart: Ambra Angiolini, Albano Carrisi, Mauro Di Maggio, Alessandro Haber, Maria Nazionale, Michele Placido, Violante Placido, Sebastiano Somma, Federica Vincenti. E dalle 18 concerto degli “Alla Bua”.
“La reazione contro il crimine non può essere lasciata solo alle forze dell’ordine, occorre un cambiamento delle coscienze, della cultura. La cultura può determinare l’emancipazione di una comunità dal crimine in maniera persino più efficace dell’azione penale – ha detto il presidente Emiliano – Michele Placido, cogliendo questa formidabile intuizione, insieme alla Regione Puglia e al Comune di San Severo, ha promosso questa giornata dedicata alla legalità in una data simbolica, il 25 Aprile, Festa della Liberazione. Non a caso ha citato il Gran Ghetto. Il Gran Ghetto era una vergogna che da più di 20 anni affliggeva l’immagine della Puglia e i diritti delle persone. Oggi è stato liberato grazie ad un uomo straordinario, che ha collaborato con la Regione Puglia ed era al mio fianco da tantissimi anni, Stefano Fumarulo, giovane di 38 anni che aveva inventato una strategia nuova di lotta al crimine che intendeva diminuire il numero dei reati sottraendo quel brodo di coltura nel quale la criminalità si accresce e si afferma. È stato capace questo giovane pugliese, con la collaborazione di tutte le istituzioni, di sgombrarlo il Gran Ghetto, e adesso va mantenuto libero. Grazie alla partecipazione di tutti, autorità civili, religiose, militari, prefetto, questore, sindaco di San Severo e a tutti i sindaci del territorio, la Capitanata è stata capace di praticare giustizia e antimafia sociale”.
Contro la criminalità, che colpisce anche l’economia attraverso il racket, ha proseguito il governatore,”bisogna costruire quella solidarietà tra le imprese e le istituzioni che passa però anche attraverso la vivacizzazione culturale di una città”. “Purtroppo di questi tempi non è facile, perché i Comuni, come i cittadini, subiscono il salasso dei governi centrali che portano via tutte le risorse e non lasciano nulla sui territori”. “A Roma – ha detto Emiliano – appare tutto più facile ma in periferia invece fare il sindaco” significa “essere esposto a tanti pericoli: i sindaci pugliesi – ha proseguito – sono tra i più minacciati d’Italia a causa del rapporto duro che hanno con la criminalità organizzata”. “Bisogna creare una comunità nella quale – ha rilevato – né gli imprenditori, né i sindaci, né gli amministratori rimangano soli. E una manifestazione come questa dà il segno della nostra volontà di non lasciare solo nessuno. Bisogna combattere insieme – ha concluso – e insieme ce la faremo, li batteremo. Però è soprattutto grazie alla partecipazione di popolo che tutto questo è stato possibile. La comunità – ha concluso – deve andare avanti tutta insieme su questa strada”.

