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Home » Coronavirus, ecco il rischio di infezione nei comuni della provincia di Foggia. Situazione allarmante nei piccoli centri

Coronavirus, ecco il rischio di infezione nei comuni della provincia di Foggia. Situazione allarmante nei piccoli centri

Di Redazione
4 Maggio 2020
in Sanità
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Nuovo report dell’Università di Foggia sul Covid-19. Nell’ultima analisi, è stato messi in evidenza il “rischio di infezione per comune”. Sono 11 i comuni della provincia di Foggia in cui è stata osservata un’incidenza superiore a quella di riferimento provinciale del rischio di infezione
da Covid-19 al 22 aprile. Si tratta, in ordine decrescente, di Bovino, San Giovanni Rotondo, Torremaggiore, Faeto, San Marco in Lamis, Rignano Garganico, Troia, Monte Sant’Angelo, Zapponeta, San Nicandro Garganico e San Paolo di Civitate.

Lo studio è stato redatto dalla Struttura Complessa di Igiene universitaria del Policlinico Riuniti, a cura delle Direzioni strategiche, dei Laboratori Sars-CoV-2 e degli Operatori delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario provinciali, in possesso dei dati elaborati. Il rapporto è stato pubblicato giovedì su EpiCentro, il sito dell’Istituto Superiore di Sanità per gli operatori sanitari dedicato all’epidemiologia aggiornato al 22 aprile. A quella data il totale dei positivi Covid in provincia di Foggia era di 933 casi.

È il secondo report dell’Unifg, il primo era stato pubblicato il 5 aprile scorso. Questa volta è stato analizzato il Rapporto Standardizzato di Incidenza (Rsi) dei casi confermati per comune di residenza/domicilio. L’indicatore informa di quanto ci si infetta di più o di meno rispetto alla popolazione di riferimento. Il calcolo, curato da Paolo Trerotoli e Nicola Bartolomeo, professori di Statistica medica dell’Università di Bari, è considerato particolarmente importante quando si analizzano fenomeni sanitari in piccole comunità.

In premessa, si evidenzia che dai primi di marzo, terza settimana dell’epidemia, “il rischio di infezione, che si è finora mantenuto più elevato di quello regionale, ha mostrato una progressiva riduzione fino alla settimana 15, con una risalita nella 16”. E in 11 dei 61 comuni è stata registrata un’incidenza superiore rispetto a quella provinciale.

Assieme al dato cristallizzato al 22 aprile dei casi confermati di Covid19 in relazione alla popolazione residente, è indicata la percentuale dei pazienti ricoverati in Residenze sanitarie assistenziali, degli operatori delle Rsa, di operatori sanitari, pazienti con infezione correlata all’ospe- dalizzazione e, infine, casi con infezione acquisita in comunità.

Faeto è il comune più piccolo degli 11 menzionati e presenta tre casi su 621 abitanti. A Bovino, il comune con il valore percentuale Rsi più alto (851,5%), dei 47 casi accertati al 22 aprile, il 58% sono pazienti di Rsa e il 21% operatori delle Rsa. Nella distribuzione dei casi degli altri comuni indagati, la percentuale più alta non riguarda gli ospiti o gli operatori socio sanitari delle Rsa, ma positivi con infezione acquisita in comunità, a parte l’eccezione di San Giovanni Rotondo: su 149 casi accertati al 22 aprile, il 60% è personale sanitario. Venendo ai contagi in comunità, a Monte incidono per il 52% sui 31 casi e il 39% sono operatori ospedalieri; a Rignano, rappresentano l’88% su 8 casi registrati il 22 aprile; a San Marco in Lamis i casi con infezione acquisita in comunità erano il 58% sui 55 casi contati al 22 aprile, mentre il 22% è rappresentato dagli operatori sanitari. Di 33 casi a San Nicandro Garganico, la quota di positivizzati in comunità è pari al 79% e dell’80% a San Paolo di Civitate, quando i casi erano 10 (gli altri equamente divisi tra pazienti delle Rsa e operatori sanitari). A Torremaggiore il dato è al 56% su 90 casi. A Troia, su 25 casi, il 44% è contagio di comunità e il 36% sono gli ospiti della Rsa. A Zapponeta, infine, dei 7 casi registrati alla data di aggiornamento del report, il 71% è rappresentato da casi con infezione acquisita in comunità e il 29% da pazienti con infezione correlata all’ospedalizzazione.

(foto: archivio)

Tags: ComunicoronavirusProvincia di Foggiareportrischio contagioUniversità
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