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Home » Rubin: “A Foggia ho trovato una famiglia. Svolta del campionato? Melfi”

Rubin: “A Foggia ho trovato una famiglia. Svolta del campionato? Melfi”

Di Redazione
21 Febbraio 2018
in Sport
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Veneto di nascita, ma foggiano d’adozione. Matteo Rubin, classe ’87, indossa la maglia rossonera dall’inizio del campionato e ad oggi ha una sola certezza: Foggia è la sua nuova famiglia. Nella sua carriera ha collezionato 110 presenze in Serie A, 108 in B e solo dopo dieci anni dall’inizio nelle giovanili del Cittadella è tornato in Lega Pro. Ad un punto dalla matematica certezza della promozione in Serie B, traccia un bilancio del suo anno in rossonero. 
“Stiamo vivendo questa settimana come le altre, finalmente però è quella decisiva. Siamo tranquilli e consapevoli di quello che andiamo ad affrontare. È stato un campionato diverso dal solito per me, ma importante. Ho avuto accanto dei ragazzi straordinari. Prima di tutto sono stati una famiglia, poi dei compagni – ha raccontato il difensore -. Stando a contatto con loro ho capito anche cosa significa essere un ragazzo del sud, ed in particolar modo essere attaccati alla propria famiglia e alla maglia. La partita di Melfi sappiamo bene che è stata la vera svolta del campionato. Da quel momento in poi abbiamo fatto una cavalcata importante. Non avevo mai vinto dieci partite consecutive nella mia carriera. Come squadra abbiamo sempre imposto il nostro gioco” – dice con fermezza il numero 23 dei satanelli. 
Un campionato da record, che persino squadre di massima serie invidiano, un testa a testa dall’inizio prima con il Matera, poi con il Lecce, ma anche momenti difficili, in cui rialzarsi e rimboccarsi le maniche è stato necessario. “Quando sono arrivato non mi sono ambientato subito, perché non conoscevo il loro gioco che peraltro portavano avanti già da un anno (con Roberto De Zerbi, ndr). Dopo la sconfitta a Taranto, il mister è rimasto tranquillo e sereno con noi, ci diceva che era solo un incidente di percorso, mentre la città ci voleva in ritiro.  
Ecco, in quel momento siamo stati superiori anche in questo – spiega Rubin -. Ci abbiamo messo di tutto sia l’ignoranza sia l’intelligenza. Questo è un campionato che si vince anche così. Aver fatto 80 punti, essere primi ma non aver ancora vinto, non ci permette di festeggiare. Mancano tre gare e proveremo a vincerle tutte e tre. Fermarci? Non esiste. Vorrei che la partita contro il Fondi fosse domani, mentre mi guardo attorno e dico che sembra ieri quando sono arrivato qui a Foggia. Sono certo che domenica al nostro ritorno ci aspetterà l’inferno. Il Foggia di ora, secondo me, potrebbe fare la differenza anche in B”.

Tags: Foggialega proMatteo Rubin
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