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Home » Ataf, nuovi veleni nel trasporto pubblico foggiano. La Salandra respinge accuse: “Il lockdown ha influito pesantemente ma l’azienda è solida”

Ataf, nuovi veleni nel trasporto pubblico foggiano. La Salandra respinge accuse: “Il lockdown ha influito pesantemente ma l’azienda è solida”

Di Antonella Soccio
8 Giugno 2020
in Amministrativa
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ciao ciao: "" -

La presa di posizione dei pentastellati, l’onorevole Giorgio Lovecchio e il capogruppo Giuseppe Fatigato ha scosso gli animi nell’azienda di trasporto pubblico foggiano, Ataf.

Nell’ultimo consiglio comunale anche il capogruppo dei Fratelli d’Italia Gino Fusco, che è anche delegato ai Trasporti in Provincia ed appartiene allo stesso partito del presidente Giandonato La Salandra, ha denunciato pubblicamente alcuni accadimenti scottanti, evidenziando come il CdA Ataf avesse riconosciuto ad un gruppo ristretto di 8 dipendenti delle somme dai 250 ai 500 euro in emergenza Covid, giustificandoli come un “aumento di presunti carichi di lavoro mai esplicitati”.

I consigli streaming purtroppo non fanno sempre emergere i fatti rilevanti della città e l’ultimo è stato monopolizzato dal match Landella-Iaccarino, finito in pareggio con la pace finale.

“Il riconoscimento del premio in Ataf ha causato notevoli dissapori fra il resto del personale – ha detto Fusco in aula – anche perché successivamente il CdA comunicava che per mancanza di liquidità non avrebbe pagato il premio di risultato maturato da tutti i lavoratori nel mese di aprile 2020 e che non avrebbe pagato le 100 euro previste dal decreto Cura Italia maturato nel mese di marzo e che il tutto sarebbe stato pagato con la retribuzione di novembre 2020. Successivamente il presidente comunicava a tutti i dipendenti che la delega di direttore di azienda assegnata al vice, Antonio Zenga a far data dal 31 marzo cessava e che le prerogative previste da tale delega passavano al presidente stesso. Non contenti riconoscevano parametri di capo ufficio e paghe ad altri due lavoratori che al momento non sono previsti dall’organigramma aziendale senza effettuare i relativi concorsi interni, così come previsto dal regolamento di avanzamento e promozioni”.

A farne le spese potrebbe essere la dottoressa Stefania Piarullo cresciuta sotto la direzione dell’ingegner Massimo Dicecca e oggi responsabile dell’ufficio ragioneria e in parte del personale. Secondo fonti interne all’azienda Zenga non avrebbe avuto i titoli per svolgere il ruolo di direttore generale, purtuttavia l’ex sindacalista giallo sarebbe oggi, con la nomina di delegato/responsabile alle due funzioni apicali di capo area e dei quadri aziendali, una sorta di direttore ombra.

Intanto il CdA di ATAF ha inteso inviare un lungo comunicato stampa sulle ultime vicende, in cui spiega il suo punto di vista.

Eccolo.

“Abbiamo appreso che negli ultimi giorni l’azienda è all’attenzione della cronaca cittadina non per l’impegno profuso per la città, bensì per taluni convincimenti assolutamente estranei alla verità.

In particolare, non risultano all’azienda l’esistenza di “operazioni finalizzate alla svendita”, ed anzi, proprio la governance, nelle contingenze dei tempi, affianco ad ogni adempimento di legge, è all’opera per verificare la fattibilità dell’incremento dei servizi alla città per una migliore e più completo sistema dei servizi aggiuntivi in linea con trasporto pubblico di nuova generazione.

L’unica verità è che proprio l’intero sistema del trasporto pubblico sarà soggetto a gare pubbliche sotto la guida della Provincia di Foggia che, per quanto è nella normativa, governerà i processi di tutte le aziende di trasporto pubblico locale della Capitanata. In tale prospettiva, la natura pubblica delle gare, pertanto, esclude in assoluto l’esistenza di trattative private. Del pari, sempre secondo la normativa di riferimento, vi è comunque la possibilità che il servizio di TPL possa permanere in house, e così quanto ad ATAF SpA, al comune di Foggia.

Posti gli interrogativi di talune componenti politiche, preme evidenziare che la CIG Covid-19 attuata dall’Azienda ha previsto un sistema cosiddetto a rotazione, peraltro anticipata dall’Azienda, per evitare i ritardi di cui si è appreso sulle maggiori testate giornalistiche circa i pagamenti della Cassa Integrazione. In sintesi, in ATAF “lo stato ha pagato” solo una settimana di CIG, o meglio, lo “stato pagherà” solo una settimana.

Il lockdown imposto dall’attuale governo, per onestà intellettuale, ha inciso sull’Azienda ATAF come per tutto il panorama imprenditoriale italiano, ma l’azienda è solida ed è aperta al dialogo con tutte le forze politiche che vorranno interloquire per il miglioramento del trasporto pubblico locale.

Quanto ai nuovi mezzi oggetto del finanziamento regionale, non pare ricorra alcun ritardo, atteso che proprio questo Governo con la nota del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19) ha chiarito che la sospensione dei procedimenti amministrativi disposta dal Decreto Cura Italia, si applica anche ai procedimenti legati al noto codice dei contratti pubblici, cui l’Azienda è il Comune di Foggia sono legati.

Quanto all’idea che l’azienda ATAF sia “sottorganico”, essa è una condizione fisiologica, per larga parte determinata dal noto blocco delle assunzioni e dal progressivo processo di pensionamento dei dipendenti, al pari di tutte le pubbliche amministrazioni e soggetti affini. Non consta all’Azienda di figure professionali in surplus, diversa è l’idea di efficientare il sistema dello Human Resources cui deve certamente riccorrersi per il miglioramento del servizio in essere. E tanto come già hanno fatto molte altre aziende di trasporto pubblico della regione. E questo salvo il pensare che il TPL di Foggia sia immune dai cambiamenti.

Se si hanno sospetti, massima disponibilità all’allontanamento di questi. Se si hanno domande, massima disponibilità alle risposte. Se si temono i fantasmi del passato, massima disponibilità a guardare avanti. Insieme come fino ad oggi si è operato”.

Tags: AtafGiandonato La SalandraGino Fusco
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