Condanna con lo sconto per il boss foggiano, Rocco Moretti alias “Il porco”. L’uomo, 70 anni, Mammasantissima della mafia del capoluogo, al vertice della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza è stato riconosciuto colpevole della tentata estorsione ad un imprenditore. Il boss chiese alla vittima il pagamento di 200mila euro, dopo aver rifiutato di ritirarsi dall’acquisto di terreni a Borgo Incoronata.
Per Moretti 4 anni e 8 mesi, lieve sconto rispetto ai 5 anni e 4 mesi inflitti in primo grado. Il boss è già in carcere in regime di 41 bis nel carcere de L’Aquila. Oltre al capoclan, condannato a 2 anni e 8 mesi il foggiano, emissario del boss, Domenico Valentini, 48 anni, contro i 3 anni e 4 mesi di primo grado. Condannato, invece, a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione – contro i 4 anni e 8 mesi del primo grado – Giuseppe Vincenzo La Piccirella, 62 anni, di San Severo detto “Il professore” o “Il ragioniere”, presunto capo del clan di San Severo Testa-La Piccirella, ritenuto dalla DDA alleato ai Moretti. Infine, 2 anni e 8 mesi – rispetto ai 4 anni del primo grado – per il sanseverese Carmine Delli Calici, di 46 anni.
La storia delle estorsioni per i terreni di Incoronata comparve anche nelle carte di “Decima Azione”, maxi blitz del novembre 2018 contro la mafia foggiana (30 arresti). Secondo gli inquirenti, il caso delle estorsioni all’imprenditore in questione fece emergere in modo chiaro il legame tra Moretti e i clan sanseveresi.
