È il team composto dai ricercatori Tommaso Biagini, Francesco Petrizzelli e dall’ingegnere Tommaso Mazza a essere tra i vincitori del bando emanato dal Consorzio americano COVID19 HPC coordinato da IBM. Ad oggi il consorzio ha finanziato 73 progetti in tutto il mondo, quello dei nostri ricercatori è l’unico italiano, il quinto in Europa.
Attraverso particolari tecniche di calcolo, i ricercatori studieranno il processo di interazione tra la Glicoproteina Spike del virus SARS-CoV-2 e il recettore umano ACE2 durante l’infezione. “Il potenziale di questo progetto – afferma Tommaso Mazza – sta nella possibilità di identificare un insieme di amminoacidi critici nel processo di infezione e, quindi, poter indirizzare esperimenti mirati di laboratorio nella produzione di molecole di ACE2 ad uso clinico e funzionalmente inattive che possano competere con la molecola endogena nel legame alla proteina Spike e ridurre il complessivo potenziale infettivo”.
Grazie alle risorse fornite dal COVID-19 HPC Consortium, il progetto sarà realizzato utilizzando “Frontera”, il quinto computer più potente al mondo messo a disposizione dal Texas Advanced Computing Center (TACC) di Austin (USA)
“Esperimenti di questo tipo – conclude Mazza – richiedono anni di studi, ma avendo a disposizione uno strumento così potente, potremo ottenere i primi risultati nell’arco di pochi mesi”.
