Si è tenuta ieri la prima serata del Magna Grecia Awards & Fest, quest’anno dedicato a Nadia Toffa, in svolgimento tra Gioia del Colle (BA) e Castellaneta (TA) in svolgimento sino al 2 agosto.
Premiato col MGA Luca Vigilante che a 38 anni, è costretto a vivere sotto protezione dopo tre attentati, per non essersi piegato ad assumere i parenti dei boss nel suo centro sociale polivalente di Foggia.
La serata di ieri del Magna Grecia Awards si è tenuta al teatro Rossini di Gioia del Colle, iniziata con l’incontro “La mafia non è invincibile”, con il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Messina, Maurizio De Lucia, insignito del Premio Eccellenza Franco Salvatore, alla presenza di Giuseppe Antoci, uscito illeso da un attentato che Cosa Nostra gli organizzò perché era riuscito a spazzare la mafia dal Parco dei Nebrodi. Il racconto di quella bella e tormentata terra è stato arricchito dal siciliano doc Ninni Bruschetta, attore, regista teatrale e sceneggiatore, premiato con il MGA. A seguire è stato il turno di “Sotto Scorta”: ne hanno discusso con l’inviato della trasmissione “Le Iene” Gaetano Pecoraro (premiato con il MGA), l’avvocato Giulia Reina, il magistrato Alfonso Sabella (uno dei volti più noti nella lotta contro la mafia) e Luca Vigilante, questi ultimi due premiati con il MGA dal sindaco di Gioia del Colle Giovanni Mastrangelo.
Ispirato dai valori e dagli ideali della cultura greca, il Magna Grecia Awards è un premio istituito nel 1996 dal regista e scrittore pugliese Fabio Salvatore insieme al papà Franco per valorizzare l’operato di uomini e donne, figli di nuove forme culturali e comunicative; una serie di riconoscimenti pensati e tributati in armoniche suggestioni a chi ha saputo dare un contributo significativo alla società attraverso la propria arte.
“Ci sono storie culturalmente ed eticamente rivoluzionarie – ha commentato Vigilante a margine della serata -, una manifestazione del genere mostra una forza, la forza del ‘noi’, delle istituzioni e dei cittadini, che può diventare inarrestabile”. “Come farò un domani, se i miei figli decideranno di proseguire l’attività nelle nostre aziende, a dirgli: ‘potresti avere a che fare con i mafiosi, dovresti poter regolare i conti con loro’? Non era possibile – ha detto Vigilante -, per la nostra cultura”. “Dedico il premio alla mia famiglia, ai lavoratori delle aziende e, in particolar modo, a mia moglie: è lei che origina la mia forza”.
