Una enorme installazione artistica – braccia di circa 30 metri che raccolgono i pomodori – sarà presente da domani sugli storici silos dell’ex stabilimento Casillo in via Manfredonia, all’ingresso di Foggia. L’opera è firmata dall’artista locale Alessandro Tricarico, lo stesso di “Closcià”, il barbone ritratto su una parete del quartiere ferrovia, realizzata con il contributo dell’organizzazione umanitaria Intersos. L’idea nasce per ricordare i 16 migranti morti nell’estate 2018 in due diversi incidenti stradali, avvenuti a pochi giorni l’uno dall’altro.
Nel primo, il 4 agosto, morirono 4 stranieri tra Ascoli Satriano con Castelluccio dei Sauri; il secondo, due giorni dopo, in località Ripalta, quando morirono ben 12 lavoratori migranti che tornavano a casa dopo aver trascorso una giornata nei campi.
Il titolo del lavoro è “Solo braccia” e riprende la frase dello scrittore svizzero Max Frisch che trent’anni fa, parlando dei migranti italiani in Svizzera, disse: “Volevamo braccia, sono arrivati esseri umani”. La gigantografia di 32×23 metri sarà completata tra il 7 e l’8 agosto. “Sotto quei 16 lenzuoli bianchi stesi erano coperti padri, figli, uomini visti come sole braccia, diritti negati, la sofferenza del percorso migratorio inclusa le brutalità della Libia” – le parole di Alessandro Verona, referente medico di Intersos.
