C’è un cognome noto della criminalità garganica nell’ultimo arresto della Polizia di Stato a Vieste. Gli agenti hanno condotto in carcere Matteo Raduano, 49 anni, fratello maggiore di Marco alias “Pallone”, boss indiscusso della città del Pizzomunno, capo del clan omonimo, attualmente detenuto a Nuoro.
Matteo, “noto pregiudicato” – si legge nel comunicato stampa della Questura di Foggia – avrebbe “controllato” l’area di Baia dei Campi a suon di estorsioni per il parcheggio. Vittime numerosi turisti, attratti da uno degli scorci più belli di tutto il promontorio.
La squadra mobile, il Reparto prevenzione crimine e la polizia stradale lo hanno pizzicato mentre era intento a dare disposizione ad alcuni turisti su dove parcheggiare l’auto per poi raggiungere le sottostanti spiagge.
“Essendo forte il sospetto che l’uomo stesse praticando in maniera illecita l’attività di parcheggiatore, considerato che quella zona era priva di spazi dedicati alla sosta legalmente regolamentata dal Comune di Vieste – spiegano dalla Questura -, non potendosi escludere che Raduano gestiva a proprio piacimento gli spazi ai margini della carreggiata, consentendo il parcheggio di veicoli dietro imposizione del versamento di somme di denaro, gli investigatori della squadra mobile, in abiti civili e con auto civetta, si sono finti turisti per parcheggiare anche loro l’auto in quel luogo”.
A quel punto gli operatori di polizia, “con asciugamano in spalla come qualunque vacanziere, noncuranti della presenza di Raduano, si sono incamminati verso il sentiero che porta in spiaggia. Tuttavia, dopo pochissimi passi, i due sono stati attirati dalle grida dell’uomo che si è avvicinato a loro chiedendo il pagamento di una somma di denaro per aver posteggiato l’auto in quella zona, esplicitamente indicata come ‘roba sua’“.
Di fronte al rifiuto degli apparenti turisti, il “parcheggiatore” ha fatto valere la propria pretesa con tono intimidatorio e prepotente, dichiarando che dovevano corrispondergli una somma di denaro o spostare immediatamente l’autovettura altrimenti avrebbe provveduto lui stesso a “squarciarla”. Palesatosi, quindi, il chiaro tentativo di estorsione, i due operatori della squadra mobile si sono qualificati come appartenenti alla Polizia di Stato e hanno arrestato il “parcheggiatore”.
“Preme evidenziare che la presenza di Raduano in quel luogo – si legge in una nota della Questura di Foggia –, quotidianamente affollato dalle auto dei turisti che ivi parcheggiano per godere delle bellissime spiagge sottostanti, era già stata notata nei giorni precedenti da parte degli operatori della Polizia Stradale di Vieste. Evidentemente, però, in quelle occasioni la vista di auto di servizio con colori d’istituto aveva indotto l’uomo a non esporsi con le pretese estorsive”.
Nella tarda mattinata di ieri il gip del Tribunale di Foggia, sulla scorta degli elementi raccolti dagli operatori della Polizia di Stato, ha convalidato l’arresto del fratello del boss e, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ha applicato nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere.
