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Home » La rivolta dei migranti, sassaiola e bastoni contro poliziotti. Che caos al Cara

La rivolta dei migranti, sassaiola e bastoni contro poliziotti. Che caos al Cara

Di Francesco Pesante
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Misero a ferro e fuoco il Cara di Borgo Mezzanone col pretesto di ottenere lo status di rifugiato politico. Una scintilla che il 27 ottobre 2016 scatenò il putiferio, come si può vedere dal video in alto divulgato dalla squadra mobile di Foggia. Nella notte, raffica di arresti nel centro richiedenti asilo con impegnati ben 300 agenti. 17 le misure cautelari in carcere eseguite sulle 26 totali. 9 dei soggetti destinatari dell’ordinanza sono tuttora ricercati. La polizia è intervenuta nelle scorse ore evitando, stando a quanto riferito dal questore Piernicola Silvis, un’altra rivolta. Dalle indagini, infatti, emergerebbe la volontà del gruppo di stranieri di scatenare l’ennesima guerriglia per ribellarsi alle condizioni di vita nel Cara che, oggi, accoglie circa 1400 persone. Senza considerare coloro che abitano nelle baracche limitrofe, sulla pista dell’ex aeroporto. Una zona dove ora alloggiano anche alcuni stranieri sgomberati dal Gran Ghetto.

I fatti

La conferenza in questura

Il putiferio, che provocò il ferimento di 4 poliziotti, scoppiò alle 12 del 27 ottobre 2016 a seguito di numerose notifiche del diniego dello status di rifugiato politico da parte della Commissione territoriale. Gli ospiti presenti nel centro accoglienza e richiedenti asilo di Borgo Mezzanone, durante un’azione di rivolta, danneggiarono tre autovetture in uso alla Polizia di Stato e parcheggiate all’interno della struttura ed un’ambulanza, prendendo poi di mira il magazzino di distribuzione del vestiario e saccheggiando le derrate alimentari presso il magazzino della mensa. 

Inoltre i rivoltosi si accanirono verso gli ingressi del locale ufficio di Polizia e verso gli uffici amministrativi, dividendosi e colpendo le rispettive porte d’ingresso con una fitta sassaiola e con bastoni di ferro. 

Il personale operante presso l’Ufficio di Polizia, facente parte del locale ufficio Immigrazione, divenne oggetto della sassaiola in quanto almeno un centinaia di persone ne avevano bloccato l’ingresso iniziando a lanciare verso la porta, con inaudita violenza, pietre ed oggetti. 

A seguito della gragnola degli ospiti del Centro di Accoglienza che si avvalsero anche della complicità di abusivi dimoranti nell’ex “bordo pista”, gli operatori di polizia dipendenti presso la questura ed in servizio nel Posto di Polizia del Cara subirono un vero e proprio assalto che li costrinse a barricarsi negli uffici, con materiale di fortuna tra cui scrivanie e sedie. 

Camionette e pullman utilizzati per il trasporto in questura dei migranti

I manifestanti, prevalentemente di etnia nigeriana, ghanese e senegalese, durante la rivolta devastarono le suppellettili e parte della struttura dei locali mensa, della porta di ingresso degli uffici amministrativi e degli uffici di Polizia, 3 autovetture in uso alla Polizia di Stato, oltre ad un’ambulanza in uso presso il Cara. I rivoltosi si appropriarono delle derrate alimentari e dei capi di vestiario presso gli uffici della direzione amministrativa. Inoltre, si resero autori di danneggiamento alle vetrate degli uffici di Polizia e amministrativi, colpendo gli ingressi con il lancio di una fitta sassaiola, tentando anche di entrare all’interno dell’ufficio adibito a “pocket money” con l’intento di appropriarsi delle schede telefoniche e dei pacchetti di sigarette presenti. 

Infine, dopo aver appiccato il fuoco bruciando copertoni e materiali di risulta, si resero responsabili del lancio di grosse pietre e bottiglie e mazze di ferro, divelte dalla recinzione che delimita il perimetro del Centro di Accoglienza dall’ex bordo pista.

L’attività d’indagine svolta dalla squadra mobile di Foggia, fondata sulla minuziosa acquisizione dei video di alcune telecamere che hanno immortalato alcune fasi dell’assalto all’interno del Cara, sulla escussione di vari testimoni e su alcune attività di natura tecnica, ha consentito di identificare 26 cittadini stranieri autori di reati, che spaziano dalla devastazione e saccheggio, incendio, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, per i quali è stata inoltrata richiesta di misura cautelare.

Il gip Corvino del Tribunale di Foggia ha avallato la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica (pm Simeone) emettendo la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 26 cittadini stranieri provenienti dai seguenti paesi: Ghana, Gambia, Sudan, Nigeria, Senegal, Costa D’Avorio.

La misura cautelare nei confronti di 17 persone è stata eseguita nella prima mattinata odierna con la collaborazione di contingenti del Reparto Mobile di Bari, Napoli, Senigallia, Reparti prevenzione crimine Puglia, Basilicata, Abruzzo e Reparto volo Bari.     

Tags: Borgo MezzanoneCaraFoggiapolizia
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