La salma di don Pasquale Casillo è stata esposta questa mattina nella parrocchia della Madonna del Rosario dalle 10 fino al funerale delle 16.
Tanti amici gli hanno dato l’ultimo saluto prima della celebrazione eucaristica, che ha avuto regole Covid assai stringenti, così come indicato dal consuocero di Casillo, il dottore e primario Massimo Zanasi.
Solo 50 persone hanno potuto partecipare, tra cui il sindaco Franco Landella che ha tenuto un breve discorso e l’amico fraterno Agostino Amorico, che pure ha parlato dal pulpito.
Lo ha salutato alle 15 l’ex sindaco di Foggia Mimmo Verile, suo grande amico. Il re del grano fu anche un esponente importante della Democrazia Cristiana degli anni Ottanta. “Dal 1988 al 1992, gli anni della mia sindacatura, quello è stato il periodo più importante ed avvincente per Foggia. Ricordo ancora la nostra decisione ad abbattere la vecchia tribuna e realizzare in pochi mesi la tribunetta. Alla mitica partita che ha sancito la promozione in serie A, Foggia-Triestina, eravamo tutti in gradinata. Fu un grande uomo, oggi tanti, troppi, che lo sfruttarono dopo, falsamente sono qui a ricordarlo”.
Il funerale anche per la paura del contagio non è stato affollatissimo.
All’esterno c’era l’imprenditore Marco Insalata, gli amici del Bar Pilla e tutti coloro che hanno fatto parte della stagione dei Casillo boys, a cui appartiene anche l’avvocato Tonio Ciarambino, che era invece dentro. Si sono visti tanti anziani imprenditori come uno zio Trisciuoglio e con loro Federico Moschella, il giovane Zanasi e molta gente comune, tanti tifosi.
Foggia ha salutato così don Pasquale, storico presidente del Foggia Calcio ai tempi di Zemanlandia.
Casillo, artefice con Pavone e Zeman dell’ascesa del Foggia Calcio in Serie A, si è spento ieri nell’ospedale di Lucera dove era ricoverato. 72 anni, era malato da tempo.
Imprenditore di San Giuseppe Vesuviano, da diversi anni trapiantato a Foggia, era stato anche presidente di Confindustria nel capoluogo dauno. Figura controversa, amata e odiata da tifosi e non. Ha fatto in ogni caso la storia del calcio rossonero, scrivendo pagine indelebili per i satanelli. Tanti i ricordi e i messaggi di cordoglio scritti sui social per ricordare un pezzo di storia della città.