Dal nuovo consiglio regionale resteranno fuori molti volti noti. In Capitanata è evidente la debacle di Leonardo Di Gioia, ex assessore regionale all’Agricoltura con Emiliano e passato nelle fila di Fitto. Depauperato quasi tutto il bottino del 2015 (9680 preferenze): questa volta ha raggiunto circa 2mila voti. Quasi dimezzati anche i voti di Rosa Barone (M5S), passata da oltre 5mila voti a circa 3000. Un risultato che mette a rischio la permanenza a Bari. Fra le esclusioni eccellenti Barbara Matera. L’ex soubrette ha racimolato circa 780 voti. Napi Cera, pur migliorando la performance (oltre 4500 rispetto ai 3900 voti del 2015), quasi certamente sarà fuori dal Consiglio.
Secondo i criteri di suddivisione degli eletti spettano trenta seggi alla maggioranza e 20 all’opposizione. Il premio di maggioranza, in base alla legge elettorale, si determina sulla percentuale della coalizione vincitrice, con oltre il 40% vengono assegnati 29 seggi in aggiunta al presidente Michele Emiliano. I restanti seggi (20) vanno suddivisi tra le coalizioni di Fitto e del Movimento Cinque Stelle: 14 al centrodestra e 4 ai grillini. Nel resto della Puglia spiccano i risultati deludenti del presidente del consiglio regionale uscente, Mario Loizzo, dell’assessore Gianni Giannini e di Sergio Blasi, campione di consensi in Puglia nel 2015 e ora in bilico. Fuori anche l’ex vicepresidente Tonino Nunziante, il politico con un passato da prefetto a Foggia.
Nel centrodestra, l’epidemiologa Daniela De Vito è uscita nettamente sconfitta nella sfida con il collega Pier Luigi Lopalco (sarà consigliere): la docente dell’Università di Bari non ha superato i 300 voti nella civica di Fitto.
