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Home » Emergenza abitativa a Foggia, la lunga storia di disagio di Nicola. Invalido, chiede solo un alloggio idoneo alla sua sofferenza

Emergenza abitativa a Foggia, la lunga storia di disagio di Nicola. Invalido, chiede solo un alloggio idoneo alla sua sofferenza

Di Antonella Soccio
15 Ottobre 2020
in Amministrativa
0
alloggi Candelaro
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ciao ciao: "" -

È una lunga storia di emergenza abitativa e promesse quella del 51enne foggiano, pensionato e invalido al 100%, cardiopatico e in dialisi Nicola Briuolo. In questi giorni l’uomo, sposato e con 5 figli, tre dei quali già maggiorenni ma più che precari, figli del precedente matrimonio di sua moglie casalinga (rimasta vedova), ha avuto rassicurazioni sia dall’Ufficio Casa del Comune di Foggia sia dal presidente dell’Arca Capitanata in persona, l’avvocato Denny Pascarella, per una sostituzione di alloggio popolare. A l’Immediato ha raccontato la sua vicenda col cuore in mano.

Briuolo già una volta aveva dovuto cambiare casa per la sua grave condizione di salute. La prima assegnazione di fortuna arriva in epoca Mongelli, nel 2012.

“Noi 7 abbiamo avuto una casa popolare per la prima volta sopra all’Eurospin in via Einaudi. Ma quelle non sono case, sono locali ciechi e inabitabili, vengono dati solo per le emergenze. Noi vivevamo in 7 persone in 47 metri quadrati”, ricorda.

Grazie all’ausilio dell’allora delegato all’Emergenza Abitativa Saverio Cassitti, Briuolo durante il primo mandato Landella è riuscito a farsi spostare da quell’alloggio impossibile per lui, che non deambula e non riesce a salire le scale da solo.

“Sono stato operato di tre ernie al disco, faccio la dialisi, avevo chiesto un alloggio al pianterreno o in un palazzo con ascensore – continua -. Dopo qualche anno mi hanno trasferito al Candelaro, in via Saggese. La funzionaria di allora che oggi è in pensione mi disse: accetta questa casa sennò perdi la graduatoria. E io accettai questo alloggio in via momentanea anche se c’era scritto che era una assegnazione definitiva. Accettai anche se non potevo salire, mi diedero un secondo piano e ci sono le scale anche al portone che è su un piano romano. Ma all’epoca non era disponibile un pianterreno e per paura di restare sopra l’Eurospin accettai”.

Oggi i ragazzi, figli di sua moglie, sono cresciuti ma non sono autonomi dal punto di vista economico. “Siamo sempre 7 in casa, le nostre due bambine sono piccole, ho scritto una lettera alla Regione al presidente Michele Emiliano, una al prefetto Grassi; ho saputo di alcuni alloggi nuovi che stanno per essere consegnati per l’emergenza abitativa. Anche la mia lo è, no? Perché non possono sistemarmi al meglio in modo da liberarmi da questa condizione di ansia? Non cerco molto, qui al Candelaro ci hanno assegnato una casa di 66 metri quadrati, non voglio di più, solo un alloggio con ascensore e magari un box dove potermi installare la dialisi domiciliare”.

Briuolo è a conoscenza di alcune nuove costruzioni regionali in via Confalonieri, già opzionate per un numero di 4 appartamenti dall’Arca per l’emergenza prioritaria delle famiglie che sono ancora nei container di via San Severo. “Non chiedo tanto, il mio alloggio di adesso al Candelaro lo devo ridare indietro, mica me lo vendo come gli altri? Cerco solo una casa adatta alle mie esigenze, se ci sono degli abusivi nei palazzi popolari di Foggia perché non li sgomberano?”, è la sua domanda amara.

Tags: Arca CapitanataEmergenza abitativaUfficio case
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