A Manfredonia, l’associazione Mondo Nuovo promuove la nuova edizione del Premio Chiara Lubich. La manifestazione si svolgerà nell’auditorium “Cristanziano Serricchio”, di Palazzo Celestini, sabato 18 marzo alle 17. I premiati saranno: “Medici senza frontiere”; il “Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco”; il B&B di Davide e Carla Santetti, per l’accoglienza dei profughi di diverse nazionalità. Alla premiazione saranno presenti, oltre ai responsabili della struttura, sette profughi che racconteranno le loro esperienze. Presente anche una comunità cristiana di Aleppo. Ritirerà il premio la famiglia Najjar, che racconterà la vita in quella città martoriata da una feroce guerra civile. In questa occasione ci sarà un collegamento Skype con il vescovo di Aleppo, monsignor Georges Abou Khazen.
Tra i premiati anche i “Giovani per un mondo unito”, per le numerose attività svolte nei cinque continenti finalizzate alla diffusione del valore della fraternità universale, Dino Impagliazzo (lo chef dei poveri) che, alla veneranda età di 86 anni, coinvolge centinaia di volontari nell’assistenza di moltissimi poveri nelle stazioni romane della Tuscolana e della Ostiense, garantendo due pasti caldi quotidiani.
Premio ad Antonella Lombardo, coreografa di talento che, attraverso la sua Associazione “Armonia tra i popoli”, diffonde speranza e fiducia, soprattutto tra i giovani e i ragazzi di vari continenti e in modo particolare in Palestina, per realizzare un mondo dove l’intera umanità è un’unica famiglia.
Riconoscimento anche all’Istituto Sacro Cuore per la sua attività di formazione di intere generazioni, da oltre 50 anni, nella città di Manfredonia e infine un premio ai coniugi Furii-Bocedi per la loro bellissima esperienza di vita dedicata a popolazioni africane.
Durante la manifestazione sarà consegnata al sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, la targa della menzione d’onore da parte dell’Associazione “Città per la fraternità” per la partecipazione ad un concorso su progetti di fraternità realizzati da amministrazioni comunali di concerto con associazioni di volontariato, per l’anno 2017.
Richiedere semplicemente una maggiore protezione, addirittura, dell’esercito – reazione comprensibile umanamente ma, per ovvie ragioni logistiche e temporali, solo con risultati temporanei – significherebbe agire solo sul sintomo. A noi, però, dovrebbe interessare comprendere la causa e i motivi scatenanti del fenomeno mafioso.Il vero investimento statale deve essere indirizzato sulle politiche sociali, invece di interessarsi a rendere la città un campo di battaglia. Questo comparto, se funzionante, è essenziale nella lotta alla criminalità, ovviamente in concerto con l’istruzione.