“Ieri, dopo 8 giorni di isolamento domiciliare, in quanto positivo al test rapido, ho avuto una crisi respiratoria. In questi giorni premetto che seguivo tutte le terapie dettate dai vari medici e pneumologi ma alle 14,15 ho chiamato il 118″. Inizia così il racconto di un uomo di Manfredonia alle prese con il Coronavirus. Il suo racconto è divenuto virale sui social. “Sono stati celeri e professionali – spiega -; con grande umanità mi hanno controllato la saturazione, era 87 quindi bisognava ospedalizzarmi: ecco che parte l’avventura. Alle ore 15 eravamo in attesa al Pronto soccorso di Foggia ma come formiche giungevano altre ambulanze in codice rosso e tu passi indietro. Alle 20 mi accettano, mi fanno il tampone ecg RX polmonare e mi dicono: ‘accomodati sulla poltrona perché letti non ci sono e non solo, mancano anche coperte per affrontare la notte’. Durante la notte – continua nella sua ricostruzione – altri due casi, quindi togli il letto ad un paziente e passalo sulla poltrona, è una guerra. In questa situazione, il personale medico e non medico, però, non ha mai perso la calma. Oggi nel pronto soccorso siamo in 32 a fronte di 8 posti previsti”. Poi conclude: “Con questo voglio dirvi, manteniamo le distanze, usiamo i dpi perché non so fino a che punto questi eroi possano reggere”.
