“La situazione a Manfredonia ma in tutta la provincia è drammatica”. Lo dice senza mezzi termini il medico di famiglia, Lucia Vaira, intervistata dalla nostra testata. “Abbiamo molti più casi delle altre province pugliesi. Almeno 174 contagiati ogni 10mila abitanti, nel Leccese un’ottantina. Numeri che non riesco a spiegarmi ma purtroppo la situazione è questa”. Secondo il medico, “dobbiamo usare al massimo le precauzioni per evitare di infettarci. Bisognerebbe stare dentro, uscire solo se c’è proprio una necessità stretta. Il rischio di contagio è alto”.
E sulla situazione nella città del golfo dice: “I positivi ufficiali a Manfredonia non tengono conto di persone sintomatiche in attesa di tampone. In pratica, i contagiati sono sicuramente molti di più di quelli che ci vengono comunicati”. Oltre a mascherine, distanziamento sociale e igienizzazione costante delle mani, per Lucia Vaira occorre altro. “Non vogliono metterci in zona rossa, forse per motivi economici? Allora facciamolo noi. Stiamo a casa. Qui c’è un alto numero di pazienti che necessitano di ricovero. Le file di ambulanze le abbiamo viste tutte. E diventa difficile trasferire pazienti in terapia intensiva”. C’è poi il rischio costante per gli stessi medici: “Se un operatore sanitario si contagia resta fuori uso anche per un mese. Già così sono totalmente insufficienti. Possono mandare tutti i ventilatori che vogliono ma senza personale che si fa? La nostra speranza resta il vaccino. C’è gente che si è ricontagiata durante la seconda ondata. L’immunità di gregge non è servita. E per vaccinarsi tutti passerà un anno. Il virus cammina con le nostre gambe, solo restando a casa riusciremo a debellarlo”.