Le imprese femminili registrate in provincia di Foggia, quelle cioè in cui il controllo della proprietà è detenuto in prevalenza da donne, al terzo trimestre 2020 ammontano a 18.682 (di cui attive 17.185) pari al 26,7% del totale provinciale. Quella registrata a Foggia risulta essere una media percentuale più alta tanto di quella nazionale, che si attesta al 22% con circa 1,3 milioni di imprese, che di quella regionale, le imprese femminili in Puglia sono 87.940 e rappresentano il 23% del totale. Una dato apparentemente positivo che però nasconde diversi elementi di criticità. In primo luogo in provincia di Foggia, come nel resto d’Italia, si è praticamente annullata la crescita di imprese femminili che negli ultimi anni segnavano percentuali di gran lunga superiori alle imprese maschili. Dal 30 giugno le imprese femminili registrate in Camera di Commercio a Foggia sono aumentate di sole 64 unità. Inoltre anche in Capitanata emergono problemi di credito e liquidità, generati dall’emergenza sanitaria, maggiori per le imprese femminili rispetto a quelle maschili, come emerso da una indagine condotta a livello nazionale da Unioncamere nel mese di ottobre. Una difficoltà che viene evidenziata anche dalla suddivisione per settore: se a Foggia il numero maggiore delle “imprese in rosa” si registra nel mondo agricolo (8.512), sono commercio (3.704) e ristorazione (1.220) i settori prevalenti dove operano le donne imprenditrici. Settori che più di altri hanno patito le difficoltà legate alle misure di contenimento della pandemia e che hanno obbligato a ricorrere a tutte le misure di sostegno messe a disposizione dal Governo in questi mesi. Per Daniela Eronia, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della CCIAA di Foggia:”indipendenza economica e lavoro sono il primo strumento che le donne hanno per contrastare la violenza di genere. Fare impresa in prima persona e mettersi in gioco rappresenta una grande sfida soprattutto qui in Capitanata. Pur con le grandi difficoltà del momento, i numeri ci danno ragione di un impegno che da anni poniamo avanti con convinzione ma per affrontare la crisi di cui le donne hanno risentito maggiormente occorrerà un impegno condiviso maggiore”. Per il presidente dell’Ente, Damiano Gelsomino: “se come territorio vogliamo crescere economicamente e socialmente le imprese femminili dovranno essere sempre più fini e incidere in modo ancora più deciso in tutti i settori della nostra economia. Da questa crisi usciremo profondamente cambiati e avremo bisogno di un modo diverso di guardare alle nostre aziende e al mondo che ci circonda. Le donne in questo hanno molto da insegnarci ed occorrerà investire sulle loro capacità di fare impresa”
