Votata all’unanimità dal Consiglio regionale la mozione a prima firma della consigliera foggiana Rosa Barone che richiede l’istituzione di una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia e del Servizio Centrale Operativo (S.C.O.) nel foggiano.
Si esprime con soddisfazione la consigliera Rosa Barone (M5S): “Il voto unanime del Consiglio regionale premia un lavoro che è durato mesi ed è solo un primo fondamentale passo per contrastare efficacemente la criminalità nel foggiano affinchè l’intera provincia di Foggia possa tornare ad essere una provincia serena nella quale regna la legalità. Oggi l’approvazione di questa mozione in Consiglio regionale dimostra la vicinanza del M5S e delle istituzioni a tutti i cittadini della provincia di Foggia che non devono essere nè sentirsi abbandonati. Le battaglie di legalità non devono avere colore politico e siamo lieti che in queste settimane anche il presidente della provincia il Francesco Miglio e il senatore Lucio Tarquinio si siano espressi favorevolmente in merito a questa nostra proposta. Ora – prosegue Barone – la palla passa a Roma e al ministero, abbiamo già scritto al ministro Minniti chiedendo che riceva al più presto una delegazione del Movimento Cinque Stelle. La provincia di Foggia non può più permettersi perdite di tempo”.
Già a livello nazionale il M5S si era impegnato già quasi un anno fa per la provincia richiedendo, in commissione parlamentare Antimafia, l’istituzione di una sezione operativa della DIA.
La consigliera pentastellata evidenzia come la mozione non richieda solo l’istituzione della Dia ma anche il Servizio Centrale Operativo (S.C.O.): un servizio della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato che coordina le squadre mobili delle questure italiane e l’attività investigativa sulla criminalità organizzata.
“L’istituzione di una Sezione Operativa della D.I.A. e di una sottosezione della Sezione criminalità organizzata – conclude la consigliera M5S foggiana – renderebbe l’apparato investigativo e di sicurezza della provincia di Foggia maggiormente efficace e completo così e costituirebbe un supporto ulteriore alla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari”.
“Il voto favorevole del Consiglio regionale alla istituzione della Sezione operativa della DIA a Foggia serve ad aumentare l’attenzione sul tema della lotta alla criminalità. L’iniziativa, tuttavia, non può bastare”. A dichiararlo è il capogruppo dei Popolari, Napoleone Cera. “Come ho avuto modo di evidenziare nel mio intervento in Aula sul tema della criminalità organizzata ci troviamo, specialmente in Provincia di Foggia, a vivere una situazione di grave emergenza, che ha trovato ampio risalto sulla stampa nazionale e che merita massima attenzione da parte di tutti, ma che non deve distogliere dal vero obiettivo di organizzare una risposta coesa ed efficace nella lotta alla illegalità e allo sfruttamento. Per questo – continua -, ben vengano, iniziative di sensibilizzazione, finalizzate a tenere viva l’attenzione sul problema, ma non possiamo piegarci alla logica dell’emergenza per chiedere azioni che sono dettate dalla situazione del momento. Non abbiamo bisogno di spot politici o di medaglie da appuntarci, ma di azioni forti e decise, al fianco dei cittadini che non ci chiedono battaglie ideologiche ma azioni concrete, soprattutto di vicinanza alla loro richiesta di sicurezza. La DIA è un importante tassello, ma ha necessità di essere inserita in un disegno più ampio che riguarda il rafforzamento degli organici al Tribunale di Foggia, delle forze di Polizia, della stessa azione dei sindaci sul territorio, visto che il recente decreto del governo assegna loro nuove funzioni di contrasto alla criminalità. Una criminalità, come si legge nella relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia), che conta sempre meno affiliazioni mafiose ma sempre più episodi cruenti, con ripetuti contatti con organizzazioni mafiose extraeuropee, come hanno evidenziato le recenti operazioni di carabinieri e guardia di finanza sul Gargano. Esiste anche un problema di equilibri territoriali, visto che le giovani generazioni criminali sono sempre meno sensibili all’autorevolezza dei vecchi capi o ad essere condizionati da schemi di alleanza tra clan.
Questo dinamismo criminale, specie in provincia di Foggia, arma la mano di bande che hanno finalità non di controllo del territorio ma di profitto immediato, frettoloso e potenzialmente meno costoso, visto che non occorre mantenere una struttura criminale ma utilizzare uomini e armi secondo necessità. Assistiamo a una sorta di franchising criminale, dove tutto è nebuloso, più difficile da contrastare, più rischioso da decifrare. In questo contesto l’istituzione della DIA non può bastare. Serve una risposta a 360 gradi – conclude – che preveda innanzitutto una presenza delle istituzioni al fianco dei cittadini. In questo senso la richiesta di un Consiglio regionale straordinario da svolgersi nella città di San Severo, può rappresentare un modo per dare corpo alla solidarietà verso le forze dell’ordine e i cittadini sanseveresi e in generale della Puglia, che ogni giorno vivono situazioni difficili sul piano della sicurezza”.

