Il creativo foggiano Gioacchino Rosa Rosa, portavoce del Gruppo Telesforo, è giunto al suo sesto libro, un romanzo esilarante sui destini di Foggia, dal titolo molto accattivante “Lando Frandella e l’eredità di Federico II”.
Come lo stesso autore spiega nella sinossi del testo, nel racconto si narra di una Foggia che viene dismessa dallo Stato italiano per improduttività fiscale e viene abbandonata a se stessa. Il sindaco dell’epoca, tale Lando Frandella, ritiene di potersene impossessare creando una “Repubblica ereditaria” ma deve fare i conti con uno sfigatissimo ultimo erede di Federico II che vive in germania e decide di reinstaurare l’impero. Entrambi i contendenti, come Federico II, sono accecati dalla bellezza di foggia e non vedono i difetti. Per entrambi è perfetta com’è ma per poter emergere ed entrare nelle grazie dei foggiani 2.0 devono fare qualcosa per il popolo. I due contendenti sono entrambi dei puri ma i loro rispettivi consiglieri, il cugino del sindaco Geronimo e il tutore di Federico, don Camillo Mariotti sono più scafati e ricorrono ad ogni trucco per riuscire nell’impresa. Alla fine, tra disastri e imprese, i due non volendo trasformeranno Foggia in una città ricca di attrattive e con le casse piene.
Ma uno solo dei due resterà in sella…e non è colui che il lettore si prospetta leggendolo.
Come nasce questa nuova fatica letteraria? Rosa Rosa si schernisce.
“Il libro nasce da un’idea: Foggia viene dismessa per improduttività fiscale, è una città multietnica, i foggiani doc abbandonano la città per dei posti più civili come Troia o Cerignola. Il sindaco reggente che si chiama Lando Frandella ma non è Franco Landella anche se ha una forte assonanza con lui, pensa di potersi impossessare della città ma deve fare i conti con l’ultimo erede di Federico II. Verrà a Foggia per istituire l’impero e sarà rissa tra i due”.
Nel romanzo ci sono almeno 20 cittadini pubblici o semi pubblici che si riconosceranno nei personaggi. Da Antonella Curioso (alias la giornalista Caruso) al maggiore Frattulino divenuto Trattulino, fino a Donna Rachela moglie del sindaco o Gippo Caballero, alias Pippo Cavaliere.
Rosa Rosa però non teme che i veri si impermalosiscano. “Sono partito da persone che esistono ne ho disegnato il carattere, ma nessun personaggio è quel che sembra”.
Interessante nel testo il continuo riferimento al Quartiere Ferrovia. “Foggia vive le difficoltà che tutte le città hanno con un retaggio in più che viene da molto lontano. È una città in cui ci sono disoccupati, case e negozi sfitti, luci spente. Tutto lascia presagire il peggio, ma nel libro che parte da una situazione peggiore rispetto alla realtà, c’è uno sbocco, una strada. È un libro ottimista”.