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Home » Puglia, associazione genitori pronta a denunce e ricorso al Tar: “Riaprire scuole”

Puglia, associazione genitori pronta a denunce e ricorso al Tar: “Riaprire scuole”

Di Redazione
4 Gennaio 2021
in Cronaca
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“La Scuola che vogliamo – Scuole diffuse in Puglia”, il coordinamento dei genitori attivi che riunisce circa quaranta comitati di genitori ed associazioni presenti sul territorio regionale, comunica di “apprendere con grave preoccupazione della richiesta da parte di alcuni sindacati al governo regionale di attivare la didattica a distanza per tutte le scuole pugliesi”.

“Addirittura, in una nota diramata a conclusione di un tavolo di confronto (al quale non erano presenti i prefetti, che in queste ore continuano a lavorare senza sosta per il rientro) sono emerse le proposte da parte di alcuni sindacati contro la DDI, che potrebbero essere poste a pretesto per emanare un’ordinanza ancora più iniqua delle precedenti: scelta libera per chi vuole andare in Dad, ma obbligo per chi ha necessità di mantenere la presenza a scuola dei propri figli di esporsi, motivandone le ragioni (fragilità o esigenze familiari)”. Un obbligo che dovrebbe comportare l’urgenza di fare una scelta definitiva, una volta per l’intero anno scolastico. “Il coordinamento ha ormai esaurito il tempo delle proposte; tempo inaugurato a maggio del 2020 con la presentazione alla Regione Puglia del primo manifesto per la scuola diffusa con proposte organizzative a costo zero rimaste solo sulla carta.

Successivamente, il 25 giugno, il coordinamento ha presentato al Garante per i diritti per l’infanzia e l’adolescenza della Regione il vademecum “La Puglia fa Scuola”; un progetto didattico innovativo basato sull’individuazione di spazi didattici innovativi per gruppi stabili di ragazzi: lavoro entrato a pieno titolo nelle linee guida ministeriali a livello nazionale ed ignorato dall’intero sistema scolastico pugliese”.

A ottobre scorso il coordinamento ha ottenuto l’accesso agli atti dell’asset regionale e proposto l’istituzione di un tavolo per l’organizzazione degli spazi esterni alle scuole, chiedendo servizi di vigilanza e chiusura al traffico di strade limitrofe (Progetto strade scolastiche) senza, ad oggi, alcun esito.

A dicembre scorso il coordinamento ha presentato il lavoro della Società italiana di medicina ambientale (SIMA) condotto in collaborazione con la cattedra Unesco dell’ “Università Federico II di Napoli”, presentando protocolli sanitari ed organizzativi per gli ambienti scolastici indoor e proposte operative per mettere in sicurezza le aule sovraffollate degli istituti sovradimensionati. Lo studio, condotto da importanti accademici di calibro nazionale, a oggi non è stato ancora preso seriamente in considerazione, nonostante le centinaia di autorevoli sottoscrizioni. “Il coordinamento rileva come il sistema scolastico pugliese non abbia minimamente sollecitato il governo locale e i comuni ad una governance condivisa dei territori al fine di preservare la didattica in presenza: ad oggi non è stata presentata alcuna proposta di ridefinizione degli assetti scolastici; a tale riguardo il coordinamento denuncia il silenzio dell’USR Puglia in merito al mantenimento di Scuole superiori (soparattutto Licei) che superano di diverse centinaia di unità i limiti dettati dalla legge regionale sul dimensionamento scolastico, derogando ai limiti consentiti nel rapporto fra numero di studenti e ampiezza delle aule”.

“Alla luce del sistema scolastico regionale – scrive ancora il coordinamento – ostile a qualunque proposta di innovazione e miglioramento della propria offerta territoriale, il coordinamento preannuncia azioni legali con impugnative al Tar di eventuali ordinanze restrittive lesive della dignità delle persone, soprattutto di quelle in condizioni di fragilità; valuta la concreta possibilità di denunce per interruzione di pubblico servizio, anche alla luce dei dati incontrovertibili rispetto al tasso di dispersione scolastica e di povertà minorile in Puglia, che ormai da mesi supera la soglia del 30% dell’intera popolazione studentesca. Alla luce di tali gravi circostanze nelle prossime ore il coordinamento scriverà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle maggiori Istituzioni europee per denunciare l’inadeguatezza dell’Italia a progettare per le nuove generazioni, anche in relazione all’utilizzo futuro della eventuali risorse previste dal programma “Next generation””.

Tags: associazioniCovidPugliaScuoleTar
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