La consegna della città alla Lega, la questione della candidatura della cognata del sindaco, le due classifiche della qualità della vita, la Sala Fedora, il caso Iaccarino. Il comitato La Società Civile, nato dal gruppo social Foggia non si Lega, elenca le situazioni che rendono ormai inaccettabile, ai loro occhi, la prosecuzione della gestione dell’amministrazione Landella. “C’è una cittadinanza attiva che non ce la fa più. Tutti vediamo il buio di Foggia”.
Foggia spera, non spara è l’hashtag e la volontà di una assemblea che ha visto la partecipazione di circa 90 persone collegate via Zoom, per sollecitare gli eletti a dimettersi, in modo da sciogliere dal notaio il consiglio comunale eletto nel giugno 2019. È questa anche la provocazione del Pd. Servono 17 firme, che al momento sono difficili da immaginare, visto che mancherebbero all’appello i tre civici (Cusmai, Di Gioia e Scapato) oltre che il consigliere regionale Sergio Clemente.
Moderatore dell’assemblea online il cooperante Francesco Strippoli, con l’efficace sfondo di una vecchia Sala Fedora pre restauro Raco, nel ruolo del censore il primo dei non eletti dei civici Antonio De Sabato, promotore del movimento Possibili Scenari.
“Foggia non ha mai vissuto un periodo più buio – ha detto in chiusura la segretaria provinciale del Pd ed eletta Lia Azzarone -. Voteremo la sfiducia al presidente del Consiglio, ma non sarà il nuovo presidente a cambiare le sorti della città. Foggia è sporca, buia, rotta e fa male ad ognuno di noi e anche a chi la guarda da lontano. Ci dimetteremo dal notaio, il mio appello va anche ai consiglieri di maggioranza, quei cittadini liberi, che vogliono cambiare. Anche i consiglieri di centrodestra notano questo declino. Li invito a venire dal notaio e a condividere questo processo. C’è da grande lavoro da fare sui giovani, è un lavoro lungo che non si vede domani, bisogna fare una rivoluzione culturale sui giovani”.
Collegato anche il sociologo Leonardo Palmisano che ha offerto la sua vicinanza. “Molti baresi sarebbero ben lieti di mettersi a disposizione per la rinascita di Foggia”, ha rimarcato.
Michele Cera di Link è stato molto netto. “C’è una attenzione non consueta per quel che accade nell’aula consiliare, abbiamo organizzato l’ascolto delle sedute, in questi anni si è manifestata l’assenza di un piano per la città, per affrontare non solo la crisi della pandemia. Fuori dal coro e concreto il capogruppo del M5S Giuseppe Fatigato: “C’è stato un grande errore su quel balcone, ma parliamo anche di un ragazzo di 16 anni, deve sentirsi male. Da parte nostra siamo uniti con la nostra proposta di revoca. Non ci sono problemi per le dimissioni, siamo uniti, ci possiamo dimettere anche domani mattina. Ma servono 17 persone”. Il segretario cittadino del Davide Emanuele ha parlato nuovamente del gesto inqualificabile.
“Lo sparo è di una tale gravità, che va subito messo a tacere, ma la sostituzione del presidente del consiglio non risolve i problemi di Foggia. L’amministrazione non ha lasciato impronta: non abbiamo visto miglioramenti nei servizi, la città ha bisogno di cambiare pagina. La cittadinanza si deve ridestare: abbiamo lanciato una sfida ai consiglieri, non è facile arrivare a 17. Il nostro è un appello alla città, i foggiani non hanno votato per vedere questa immagine. Non chiediamo di stare con noi dal punto di vista elettorale, ma questa città così com’è non può andare avanti. È necessario un cambio di governo, possiamo solo invitare i consiglieri ad andare dal notaio. C’è un problema più ampio, che si chiama Franco Landella. Sta a noi voltare pagina”.
Dello stesso avviso anche Pippo Cavaliere. “Arriveremo alla sfiducia di Iaccarino, ma questo non risolve il problema. Io non credo che abbiamo toccato il fondo, nei prossimi giorni assisteremo ad altri sviluppi, peggiori. Vi devo ringraziare per quello che state facendo per la città come comitato Società Civile. Se siamo ultimi in tutte le classifiche, è anche colpa di noi cittadini. La rassegnazione sfocia nell’ignavia. Ho fatto tanto volontariato, eppure la politica è la forma di volontariato più alta che possa esistere. Al ballottaggio oltre il 50% dei cittadini è rimasto a casa”.
Voce critica quella della giornalista ed insegnante Antonella Caruso. “La mozione di sfiducia del sindaco ricompatterà la maggioranza, se pensate che ci saranno le dimissioni contestuali della maggioranza degli eletti vi illudete, ma spero di sbagliarmi. Per me si dovrebbe fare altro, posto che la sfiducia ci sarà, perché la maggioranza non lo salverà. Cominciamo ad organizzare, quando il Covid ce lo permetterà, incontri, assemblee, temi per temi. La città ha bisogno di ridiscutere nei quartieri. A meno che non ci sia l’intervento di altre istituzioni, il consiglio non si scioglierà: Foggia non ha mai interrotto dal 1990 anche nei momenti più bui le sue amministrazioni, si troverà sempre una quadra. Noi abbiamo l’obbligo di continuare a martellare. Come elettrice del centrosinistra, io pretendo che non ci siano più ambiguità, non dovete garantirgli i numeri. Se io fossi in loro non metterei più piede in aula. All’ingegner Quarato chiedo quando intende dimettersi dalla Commissione Urbanistica. In questo momento atti per la città non ce ne sono a calendario. Bloccategli l’agibilità consiliare, se fossi nei consiglieri, non parteciperei al voto per il nuovo presidente”.
Questa sollecitazione ha aperto un vero e proprio sfogo da parte dell’ex candidato sindaco dei pentastellati. Il suo discorso ha messo una volta per tutte la parola fine sulla richiesta di dimissioni dalla Commissione Ambiente e Territorio.
Eccolo, quasi integrale.
“La mia presidenza non vi va giù, ma dovete ingoiarla, quello non è un ruolo dato a Giovanni Quarato, ma è per la minoranza una possibilità di parlare, chiamatemi idealista, sognatore, scemo, ma io credo si possa parlare con l’amministrazione Landella, io sono in commissione per portare di punti di cambiamento. Se devo dimettermi da presidente lo farò anche da consigliere, resterò su quella poltrona finché sarò consigliere. Chiamarmi fuori e andare sull’Aventino è sbagliato, mi dimetto da consigliere a questo punto. Io attraverso questo ruolo faccio gli interessi dei cittadini. Me lo tengo il fango che mi buttate addosso, chi me lo fa fare? Me lo fa fare il mio amore per la città, voglio che i miei figli tornino a Foggia. E continuo a subire. Landella passa alla Lega? Quarato deve dimettersi. Si fa una festa di laurea in Sala Fedora? Quarato si deve dimettere. Iaccarino spara? Quarato deve dimettersi, la vostra è una fissazione, io voglio essere il vostro strumento lì dentro, sto combattendo lì dentro, da solo, perché nessuno viene a darmi una mano. La politica si fa anche sporcandosi le mani. Vi sfido, alle mie spalle si parla malissimo. Vi sfido a vedere se c’è un solo incarico a me, ai miei parenti o a qualche mio amico, ricevo solo fango, magari qualche volta sbaglio, ma la minoranza è sempre divisa. Io non sono d’accordo, continuerò ad invitare le forze di minoranza a collaborare. Dobbiamo costruire l’alternativa a questo governo, ma anche a questo sistema di politica. La coalizione di Cavaliere non era così bella e così priva di dubbi: quando si va alle elezioni dobbiamo essere anche capaci a dire no a certi personaggi. Facciamo le dimissioni, e dopo? Se c’è gente che non viene a votare al ballottaggio, non colpevolizzate gli elettori, se non ci votano è colpa nostra”.
