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“L’equilibrio è spezzato. Storia di Caramello, Nera e Stella”. Inizia così il post dell’associazione “A Largo Raggio” che gestisce il canile di Foggia. In questi giorni tiene banco il caso di Caramello, il cane randagio adottato da alcuni cittadini ma catturato perché ritenuto pericoloso. Caramello si trova ora rinchiuso in un box, forse anche a causa di una raccolta firme organizzata contro di lui.
“Sei anni fa nacquero Caramello, Nera, Stella e altri tre fratellini, due furono accolti in famiglia, un fratellino morì da li a breve – ricordano i rappresentanti dell’associazione animalista -. La mamma li partorì in un cortile della Ferrovia di Foggia, adiacente a dei palazzi, questo terreno venne chiuso e la mamma con i suoi cuccioli non riuscirono ad uscire. Gli abitanti del palazzo adiacente al terreno si adoperarono a farli uscire da lì, se ne presero cura alimentandoli, creando loro un riparo e un giaciglio per l’inverno, applicarono loro il microchip, li visitarono. I tre cuccioli crescevano allegramente e benvoluti dagli abitanti del quartiere. Inizialmente, andavano in giro per il quartiere in compagnia della mamma, che un bel giorno non vedemmo più, crescendo iniziarono ad aumentare il loro raggio di esplorazione fino a percorrere tutta la città per ritornare sempre alla loro base sicura dove avevano creato legami affettivi sia con gli umani del luogo, sia con i cani di proprietà, scoraggiando, abbaiando, l’intrusione di altri cani vaganti all’ interno del quartiere stesso e di malintenzionati. A loro piaceva e piace tuttora, specialmente in primavera ed autunno, sostare nei pressi della Villa Comunale, sdraiarsi al sole e guardare orde di bambini con i loro genitori andare alla Scuola Garibaldi”.
E ancora: “Piaceva e piace tuttora scambiare due chiacchiere con i cani padronali ed i loro umani che all’alba frequentano la Villa (unico polmone verde del centro città). Piaceva e piace tuttora in estate bagnarsi nella Fontana del Sele, dinanzi il Pronao della Villa Comunale. Piaceva e piace tuttora andarsene in giro per la città dove hanno tessuto relazioni con altri umani e cani. Piaceva e piace tuttora accompagnare al mercato la signora che li accudisce da quando sono cuccioli. Attendere che la signora finisca le sue operazioni in posta, stazionando davanti la Posta Centrale, accompagnarla trotterellando a casa e poi, pappa!”.
“Non piaceva e non piace quando un cane e il suo umano, o un camion gigantesco, o qualche persona dagli strani atteggiamenti transitassero nei pressi della loro base sicura, una zona non ad alto livello di passaggio pedonale se non dei residenti stessi.
Noi umani non comprendiamo la loro comunicazione pur vivendo a stretto contatto con loro, tra noi ed il cane c’è un problema di comunicazione e questo è il motivo di gran parte delle incomprensioni che gravano nella quotidianità, non comprendiamo che quando si incontra un cane per strada che sia randagio o di proprietà si deve prendere distanza e non invadere lo spazio del cane, nel caso del randagio, o lo spazio del cane e del suo umano. Questo non lo facciamo quasi mai, adducendo varie giustificazioni, una tra tutte ‘Io non ho paura’ ma il cane sentendosi minacciato dalla tua invasione potrebbe reagire abbaiando. Non fu tutto rose e fiori. Come tutti gli adolescenti anche loro hanno combinato qualche marachella, abbaiando a persone in bici, bastava fermarsi, scendere dalla bici e proseguire lentamente a piedi e loro si allontanavano.
Un giorno uno dei tre, quando erano adolescenti, fu picchiato con un ferro da un uomo in bici che rovistava nei cassonetti, venne chiamato un veterinario che curò la ferita del cane”.
Poi ricordano: “C’era un signore con il suo cane che era solito dare loro delle leccornie nei pressi di un’attività commerciale all’interno della Villa Comunale, il proprietario non voleva che sostassero davanti alla sua attività (loro erano in attesa del signore delle leccornie), spesso, Caramello, Nera e Stella venivano scacciati in malo modo dal proprietario di suddetta attività. Parlammo con il proprietario chiedendogli di allontanarli con fare gentile, chiedemmo al signore delle leccornie di non dargliele più lì ma di allontanarsi e dargliele in un altro luogo, lontano da passaggi di persone e lontano da attività commerciali. Le cose tornarono al quieto vivere. Nera, anni fa tornò alla base con la coda aperta, forse, da qualche petardo lanciatole addosso, fu curata da chi di loro si occupa da sempre. Pur avendo subito delle angherie sono sempre stati dei cani equilibrati, competenti, grandi comunicatori senza mai mostrare segni di aggressività pericolosa nei confronti di persone adulte, bambini e cani. L’ equilibrio è spezzato. La legge dice che il cane di quartiere è a tutti gli effetti un cane randagio, adottato dagli abitanti di una determinata zona o quartiere che si occupano di lui. I requisiti per fargli assumere lo status di cane di quartiere sono: Non deve essere un cane aggressivo; Non deve aver subito segnalazioni in quanto autore di molestie; Non deve appartenere a razze ritenute pericolose; Deve sussistere compatibilità del cane nel quartiere dove è inserito; Nomina di un volontario che curi la sua alimentazione, igiene e l’assistenza sanitaria presso le strutture Veterinarie dell’ASL”.
“Bene – continuano -, fino a cinque anni fa, Caramello aveva tutti questi requisiti per essere adottato come cane di quartiere (non lo è sulla carta perché a Foggia non è previsto dal nostro ordinamento ma nella realtà si, visto che più persone si occupano di alimentarlo e di sanità, al bisogno), la sua posizione per la legge è cane randagio.
Nel 2020 ci sono state delle denunce a suo carico di aggressioni a due cani padronali residenti nel quartiere. A febbraio 2020 fu interpellato un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale che valutò di non procedere nell’immediato con una castrazione chimica definitiva ma ritenne opportuno impiantare su Caramello un inibitore di testosterone per verificarne l’ efficacia e scongiurare l’ eventuale instabilità data dall’ assenza di questo ormone. Ogni giorno fu monitorato e si verificò che su di lui non ci fossero modificazioni comportamentali significative, non era il testosterone ad attivarlo, quindi castrarlo non era la soluzione”.
E siamo a febbraio 2021: “Altre denunce sono state emesse a suo carico per reiterate aggressioni ad altri animali e persone e il Corpo di Polizia Locale di Foggia Nucleo Ecologia e Sanitario ha richiesto all’associazione A Largo Raggio, che gestisce il Canile Comunale di Foggia, che fosse individuato un ricovero per Caramello. A Largo Raggio, nuovamente, invano, si è opposta alla sua cattura che è stata fatta il 3 febbraio. Quel giorno per tutti coloro che si adoperano per il benessere dei cani liberi sul territorio è stata una grande sconfitta. A Largo Raggio, Volontari Protezione Animali, Battito Animale ed Era Ambiente, associazioni di volontariato che svolgono il loro operato in tutta coscienza in quel di Foggia, si stanno confrontando e operando con cognizione di causa affinché Caramello possa continuare a vivere in serenità la sua vita. Non sappiamo ancora se possa ritornare libero sul territorio, visto le denunce, ma sappiamo che per lui stiamo facendo il possibile. È stato interpellato un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale che valuti, nuovamente, la presunta o reale aggressività pericolosa di Caramello. Il suo referente umano ogni giorno va a fargli visita e trascorrere del tempo con lui. Un Educatore Cinofilo sta operando con lui per fargli piacere l’utilizzo di un collare ed un guinzaglio che Caramello, giustamente, con modi gentili ci dice che non gli piace proprio. Come non biasimarlo! Stiamo lavorando, a malincuore, affinché, possa essere adottato. Le associazioni di volontariato, sopra elencate, e noi di A Largo Raggio chiediamo aiuto per un’adozione congiunta dei tre fratelli, Caramello, Nera e Stella, perché è pur vero che a Caramello è stata tolta la libertà ma a Nera e Stella è stato tolto il loro punto di riferimento, il fratello”.
