“Si chiama Gioia. Viene dalla Nigeria e abita al grande ghetto di Rignano. Da alcune domeniche viene alla S. Messa da noi. La riconosciamo perché é sempre vestita con tanti panni e ha un odore tipico di chi vive nel ghetto. Da due domeniche non la vedevo. Adesso é entrata in chiesa: mi ha detto che lavorava di domenica e ora deve riparare. Le rispondo che la chiesa é tutta per lei. Inizia a cantare con una dolcezza profonda. Rimane in ginocchio per lungo tempo, davanti al Signore, e gli offre i suoi canti di fede e di amore nella sua lingua natia. Io la ascolto in silenzio senza stancarmi: vorrei avere questa forza! Perché Gioia, oltre che di terra e di sudore, odora anche tanto di santità!”. Questo il post di don Ivo Salvatore Cavraro, parroco della chiesa San Giovanni Battista di Foggia.
