“È emerso che una persona indiziata di un reato e che era intercettata cercava di influire nell’amministrazione comunale per impedire l’installazione di alcune telecamere. Diceva: ‘Beh, ma questa videosorveglianza dà fastidio, non mettiamola’. Viene vista come un problema per chi preferisce operare nell’ombra”. Lo ha detto stamattina il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, nel corso della conferenza stampa sull’operazione “Destino”, svelando l’intenzione di un sospettato di convincere il Comune ad allentare la presa sul sistema di videosorveglianza in città. Un tema molto battuto da Vaccaro che ai nostri microfoni ha dichiarato: “Insisto molto, le telecamere sono assolutamente indispensabili per aumentare oggettivamente la sicurezza e soggettivamente la percezione di sicurezza da parte dei cittadini. Questa città ha la necessità di essere videosorvegliata per la sicurezza di tutti”.
“C’è chi non vuole strade e piazze più sicure. Noi vogliamo questa gente fuori dal Comune”. Dichiarazione dei consiglieri comunali del Pd, Pasquale Dell’Aquila (capogruppo), Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri
In Comune c’è chi non vuole che strade e piazze siano più sicure. Noi vogliamo che questa gente non sia più in Comune.
È il minimo che il sindaco Landella dovrebbe fare dopo aver ascoltato, come tantissimi Foggiani, le parole del procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro sulla mancata installazione del sistema di videosorveglianza. Parole ancora più gravi perché pronunciate nel giorno in cui l’arresto dei sospettati di uno tra i più efferati omicidi degli ultimi anni ha fatto emergere le qualità investigative della Squadra Stato, a cui va il nostro più convinto ringraziamento, e a cui avrebbero giovato le riprese delle 70 video-camere mai installate.
Poco più di un mese fa è stato il comandante della Polizia locale a mettere a nudo l’inefficienza delle fototrappole acquistate a dicembre del 2019 ed installate a luglio del 2020. Mentre ad ottobre dello scorso anno il sindaco Landella veniva fuori da un incontro con il prefetto annunciando il potenziamento della videosorveglianza in alcune zone della città grazie ai fondi ottenuti dal Ministero dell’Interno in attuazione del PON Sicurezza.
Dove sono le videocamere? Chi doveva installarle? Perché non lo ha fatto?
Qualcuno in Comune può degnarsi di rispondere alla città?
Oppure, più dignitosamente, Sindaco, assessore alla Sicurezza e comandante della Polizia locale potrebbero rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità ad agire o, peggio, per aver subito le pressioni di chi non vuole garantire più sicurezza ai cittadini, ai commercianti, agli imprenditori.
Noi ci abbiamo provato a provocare lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale e mandare a casa i responsabili di questo ennesimo scempio amministrativo. Purtroppo tutti i consiglieri di maggioranza – gli stessi che hanno in scacco l’Amministrazione con presenze a intermittenza, richieste di poltrone e conflitti politici continui – hanno deciso di proseguire la fallimentare esperienza intestandosi, insieme al sindaco Franco Landella, la responsabilità del mal governo di Foggia. E ciò vale anche per la mancata installazione delle videocamere come per gli abusi commessi e tollerati a Parco San Felice.
A fronte di tutto ciò ribadiamo la nostra fermissima volontà ad esercitare con sistematico rigore l’azione di opposizione, rendendola ancor più evidente e leggibile all’esterno di Palazzo di Città. Saremo attenti a che siano rispettate sempre e comunque legalità e legittimità degli atti, adoperandoci a scongiurare che l’Amministrazione Landella e la maggioranza di centrodestra gestiscano il Comune di Foggia come se fosse una questione privata.