È in corso la riunione del Comitato tecnico scientifico chiesta dal governo per valutare la possibilità di eventuali nuove misure restrittive alla luce dell’aumento dei contagi. Tra le ipotesi sul tavolo degli esperti, l’introduzione del criterio di 250 casi ogni 100mila abitanti per entrare automaticamente in zona rossa – già proposto dai tecnici a gennaio ma respinto dalle Regioni – un’ulteriore stretta nei fine settimana, con chiusure generalizzate, e delle zone rosse più rigide, come venne fatto a Codogno e negli altri comuni nella prima ondata del virus.
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Il bollettino dell’8 marzo del resto (quello del lunedì con numeri solitamente più bassi) lascia spazio a pochi dubbi: 13.902 nuovi positivi e 318 vittime, il totale nel paese dall’inizio della pandemia supera la soglia delle 100mila. In aumento ancora ricoveri e terapie intensive, il tasso di positività resta al 7,5%. E si moltiplicano le zone rosse in ambito locale: al via ieri a Napoli, dal 10 le province di Fermo e Pesaro-Urbino, giro di vite anche a Viareggio. Lunedì potrebbe toccare anche al Piemonte.
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