Assolto in appello il boss foggiano Raffaele Tolonese detto “Rafanill”, tra i capi storici della batteria Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese, ormai ribattezzata Trisciuoglio-Tolonese dopo l’uscita di scena di Salvatore “piede veloce” Prencipe. “Rafanill”, 61 anni, era a processo insieme al nipote Agostino Corvino, 49 anni con l’accusa di porto e detenzione illegale di esplosivo e danneggiamento in relazione a tre attentati ad altrettanti negozi di Foggia nel 2012. In primo grado la procura aveva chiesto 5 anni di reclusione a testa.

Nel processo “Hurt Locker”, dal nome di un film di guerra vincitore del premio Oscar, l’accusa ipotizzava che Tolonese avesse ordinato dal carcere le tre intimidazioni con il sostegno di Corvino. Nel mirino finirono un negozio di via Tugini, un’attività in via Rosati gestita dal familiare di un agente della squadra mobile e un negozio di vestiti in corso Giannone. Attentati che sarebbero stati organizzati per vendette private e non per chiedere il pizzo. Ma l’accusa non ha retto in primo grado (assoluzione con formula piena per non aver commesso il fatto) e nemmeno in appello, nonostante il ricorso della procura che aveva impugnato la sentenza del Tribunale di Foggia. Le intuizioni investigative illustrate da due ufficiali di pg durante il procedimento penale non hanno trovato riscontro nei fatti.
Un altro filone dell’inchiesta vede inoltre Tolonese imputato di violazione della sorveglianza speciale insieme al boss 59enne Roberto Sinesi. I due – nonostante le restrizioni – si incontrarono in un locale di viale Ofanto come mostra il video dell’operazione della mobile. Un anno fa, i capiclan sono stati condannati a 16 mesi di reclusione; è in atto il ricorso in appello della difesa. Nel 2007 i due boss, entrambi attivi nel settore delle pompe funebri, finirono al centro del blitz “Osiride” sulla cosiddetta “mafia del caro estinto”.
Tolonese è attualmente in cella per il processo “Corona”, maxi blitz antimafia del 2013. Il boss fu condannato a 10 anni di reclusione per mafia, droga, estorsioni, armi, riciclaggio ed evasione ed è detenuto al 41bis (carcere duro) nel carcere di Sassari.