Presentata stamattina in questura la denuncia da parte dell’ospedale di Foggia per la vile aggressione di ieri pomeriggio. I Riuniti si costituiranno parte civile a sostegno dei due infermieri e della dottoressa colpiti con sputi e testate da tre soggetti (una donna e due uomini) giunti ieri in Pronto soccorso. Un episodio che ha scatenato una marea di reazioni, soprattutto sui social network. Aggressioni del genere sono purtroppo sempre più frequenti, anche nella nostra provincia già funestata dai fatti di Cerignola e Ascoli Satriano.
Tutto questo, però, non ferma la voglia dell’azienda ospedaliera foggiana di crescere e potenziare i propri servizi. Sono infatti terminati i lavori per la riorganizzazione dello stesso Pronto soccorso (maggiori posti letto ed open space) così da avere anche diagnosi più accurate fin da subito. Insomma, l’azienda è già ripartita con la ferma intenzione di mettersi quanto prima alle spalle la brutta vicenda di ieri pomeriggio.
Commenti e reazioni
Puntuali le reazioni a quanto avvenuto in ospedale. “A nome personale e dell’amministrazione comunale di Foggia – ha dichiarato il sindaco, Franco Landella – esprimo il mio sincero rammarico per la vile e brutale aggressione subita dal personale medico del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia. Un gesto inqualificabile che va condannato da tutta la parte sana della città, che deve prendere le distanze da un certo modo di fare arrogante, teso ad ottenere privilegi che per legge non possono essere elargiti. Una situazione che purtroppo subiscono anche le Pubbliche Amministrazioni, tra cui lo stesso Comune di Foggia, che di tanto in tanto si trovano di fronte a pretese non accoglibili che vengono avanzate spesso con modi brutali ed aggressivi”.
La segreteria provinciale della Funzione Pubblica Cgil di Foggia, unitamente alle strutture sindacali aziendali della CGIL MEDICI e di Comparto, ha espresso ferma condanna per la vile e riprovevole aggressione subita da tre operatori sanitari del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti, ai quali va la massima solidarietà e vicinanza. “Purtroppo è solo l’ennesimo episodio di inciviltà e violenza che registriamo: la prima assistenza è diventata una sorta di trincea della sanità pubblica dove a farne le spese è chi opera in condizione precarie pur svolgendo con professionalità un compito delicatissimo”, commentano il segretario generale Mario La Vecchia e Stefano Colelli (Coordinatore Provinciale della CGIL MEDICI). “Non c’è nulla che giustifichi la selvaggia aggressione subita da medici e infermieri ma è evidente che il ripetersi di questi episodi ci spinge a dire che c’è una questione sicurezza che riguarda il personale sanitario e che azienda e istituzioni hanno il compito di intervenire con urgenza”.
Per il segretario generale della Fp Cgil di Capitanata “forse è il caso che la Prefettura stessa convochi un Comitato per la sicurezza per affrontare la questione. Si valuti l’opportunità di istituire una postazione fissa di polizia atteso che anche nei reparti, non solo al Pronto Soccorso, si sono verificati casi di aggressione. Ne va della sicurezza di chi opera ma anche dei pazienti: pensate a quanto accaduto ieri, pensate a un malato grave che in quel momento richiedeva tutta l’attenzione e la cura degli operatori in servizio, mentre questi venivano aggrediti per motivi (se confermati, disgustosamente speculativi: una prognosi più grave”.
Per Mario La Vecchia e Stefano Colelli “La misura è colma: chi ha compiti di responsabilità nell’azienda, alla Regione, si attivi fin da subito per trovare soluzioni che permettano di operare ed essere curati in sicurezza, non esposti alla legge del più criminale o selvaggio. A furia di tagliare sul personale, sulle strutture, si è arrivati a un punto di saturazione e stress del personale che non può permettersi anche di essere anche oggetto di violenza di qualunque natura. Se non ascoltati siamo pronti anche a forme di mobilitazione dure”.

Sulla vicenda anche Salvatore Onorati, presidente dell’Ordine dei Medici di Foggia: “Ancora un’aggressione verso chi sta lavorando per la salute dei cittadini – ha scritto su Facebook -. Un episodio di squallida violenza che fa il paio con l’aggressione al personale del pronto soccorso di Cerignola di qualche settimana fa e al collega in sevizio alla guardia medica di Ascoli Satriano dei giorni scorsi.
Un atto di violenza che mostra lo squallore di una città dove il senso civico diventa sembra più un optional. Basta dire basta! Fatti! Una punizione esemplare per gli artefici di questo atto ignobile che devono pagare, oltre che per la violenza esercitata contro persone che stavano lavorando, anche per aver provocato un’interruzione di pubblico servizio, mettendo a repentaglio la vita di cittadini che in quei minuti avrebbero potuto avere bisogno di essere soccorsi. La punizione per prevenire altri atti sconsiderati che nell’immaginario collettivo possono rischiare di entrare nella dimensione dell’abitudine. Nessuno deve abituarsi all’idea che sia possibile aggredire un lavoratore della salute e possa farla franca – conclude -. Rispetto per chi lavora, ancora di più per chi lavora per garantire la salute ai suoi concittadini”.

