Antonio Tutolo si incatena ai cancelli della Regione Puglia e protesta, nel giorno di Pasqua, contro il divieto ai parenti dei ricoverati di fare visita ai propri cari, malati di Covid, costretti in ospedale. “Una visita di 15 minuti può significare tanto. Può dare grande forza di volontà ai malati di continuare a lottare. Parlo di visite singole, non di intere tribù. Ci sono protocolli ben attuati e studiati già da altri. Avremmo potuto farlo noi anche in Puglia e invece niente. Mi sento quindi in dovere di fare questo per tutti i cittadini della Regione Puglia. Non c’è nulla di più importante della vita delle persone, perciò sento il dovere di essere qui. Protesterò fino a quando saranno prese decisioni in merito. Non mi fermerò qui ma andrò in giro per informare la gente”.
Della questione, Tutolo ne aveva scritto anche in una nota: “Voglio dare una scossa, voglio essere solidale con coloro che i propri cari non li possono vedere. Bisogna costringere chi ha il potere di intervenire. Non si può più tacere di fronte a tanta gente che continua a morire senza poter vedere le persone più care”. Il riferimento è a coloro che, ricoverati per covid in terapia intensiva, non hanno la possibilità di incontrare i propri cari per ricevere un sostegno morale.
“In tanti muoiono in solitudine, senza l’affetto di una persona cara, senza poter vedere un parente per l’ultima volta e avendo la sensazione di essere stati abbandonati. Io credo che tutto ciò sia disumano, oltre che vergognoso. Ritengo che questa sia una pagina bruttissima che rimarrà alla storia. Ed io in quella pagina non ci voglio stare.
Andare a casa delle persone, prendersi la cosa più importante che ognuno ha e non fargliela più vedere, né da vivo né da morto, credo che sia una cosa terribile. Oggi non ci sono più quelle condizioni di inizio pandemia quindi non capisco il motivo di tutto ciò. Se non la mancanza di voglia di fare bene il proprio dovere. Siamo pagati bene, anzi benissimo dai cittadini, e quindi dobbiamo dare il meglio. In questo caso stiamo dando il peggio di noi stessi e io mi vergogno e chiedo scusa ai cittadini anche se sono incolpevole, pur facendo parte nel mio piccolo della Regione Puglia. Chiedo scusa io per quelli che non vogliono mettere in atto ciò che sarebbe non solo opportuno ma assolutamente indispensabile.
Non è solo una questione di affetto, è provato che è utile anche ai fini della guarigione. E quindi noi volutamente non stiamo somministrando un farmaco, probabilmente quello più economico ed efficace, colpevolmente.
Ne parlo da dicembre. Probabilmente arriveremo per ultimi. In altre Regioni, come la Toscana e non solo, le visite ai parenti sono già consentite, perché la Regione ha deliberato in tal senso. Il presidente della Regione Toscana e l’assessore alla Sanità della Regione Toscana hanno deliberato per quest’obbligo nelle strutture sanitarie. Attenzione, non stiamo parlando di far accedere alle terapie intensive decine di persone, ma un familiare che possa dare il segno della presenza, della vicinanza, dell’affetto, tutte cose che probabilmente possono restituire la voglia di lottare e di vivere a chi le sta perdendo. Io non lo accetto e metterò in campo tutte le mie forze e le mie energie per diffondere questo mio grido di dolore”.
Questa la conclusione del consigliere Tutolo: “Domenica starò qui da solo, davanti alla sede della Regione Puglia, incatenato a dimostrare la mia solidarietà a queste persone. È soltanto una mancanza di volontà. Se dopo l’iniziativa di domenica non si convinceranno, andrò in giro per tutti i quartieri di Bari a far capire cosa sta succedendo, perché domani può succedere ad uno qualsiasi di noi”.
